Sala piena per l’incontro dei Popolari Varesini per Emanuele Fiano

Fiano (al centro) e i Popolari varesini

VARESE – Una serata, quella con Emanuele Fiano e due obiettivi raggiunti. Il primo è che l’esponente dem è tornato a Varese a parlare di pace affrontando una questione delicata come quella israelo-palestinese; il secondo è il pubblico, numeroso e che ha scelto di partecipare. Il tutto con la regia della Fondazione e dell’associazione Popolari Varesini, uomini e donne delle istituzioni, oggi militanti in partiti differenti, ma con un’origine politica comune e mai dimenticata anche nello svolgere amministrativo quotidiano: la Democrazia Cristiana.

La questione vista dalla “Sinistra per Israele”

Emanuele Fiano è tornato a parlare di come può diventare di nuovo possibile parlare di pace a Varese. Lo ha fatto con voce ferma e fare gentile, citando a memoria leader palestinesi e israeliani dalla metà del secolo scorso a oggi. Senza sottrarsi alle domande del giornalista Marco Dal Fior e rispondendo a tutte le curiosità del pubblico che ha gremito la sala.

Adascoltare Fiano c’erano cittadini comuni, addetti ai lavori, politici e amministratori locali in attività, oltre a figure legate in passato a ruoli di primo piano. Ma anche giovani, famiglie. Tutti desiderosi di farsi un’idea complessiva della vicenda mediorientale, attratti dalla fama del relatore ma curiosi di quello che avrebbe raccontato.

«Per la Associazione e la Fondazione “Popolari Varesini” è stata una serata perfettamente riuscita – ha commentato il presidente dei Popolari Varesini Fabio Passera – intensa nei contenuti, ma pacata nei toni e incisiva nella sostanza. E se mi permesso direi in linea con una cultura politica, quella della Dc e dei Popolari di Mino Martinazzoli, che hanno segnato un lunghissimo tratto del secolo scorso».

I contenuti

Fiano ha parlato dei suoi rapporti con l’opposizione al governo di Netanyahu, della speranza in vista delle elezioni che rinnoveranno il Parlamento israeliano in questo mese di ottobre. Ha raccontato del suo recente viaggio in Palestina e in Cisgiordania, dei rapporti con i volontari che sul campo sono impegnati in nome della pace. Gli è stato chiesto cosa cambierebbe se a vincere le elezioni fossero gli attuali oppositori. La risposta ha acceso più di una speranza: «Sarebbe – ha risposto Fiano – l’inizio di un processo forse lento ma irreversibile, fatto di piccoli passi concreti nel nome del reciproco rispetto e di una convivenza finalmente pacifica.

La Sinistra per Israele

E’ l’impegno che da anni porta avanti “Sinistra per Israele”, un’associazione che si ripropone di costruire un mondo che sappia riportare una convivenza rispettosa. “Due popoli due Stati, è ancora uno slogan possibile?”, ha incalzato Dal Fior”.

Per Fiano quello è l’obiettivo, una speranza che qualche anno fa sembrava a portata di mano e che ora necessita di una nuova stagione capace di ricostruire ponti che sembrano interrotti per sempre. Con una certezza: cancellare per sempre un governo di ultra destra sempre più violento e repressivo, che non può nascondersi solo dietro la legittima reazione dei tragici fatti del 7 ottobre 2023. Con la speranza che anche in Palestina possono essere le forze democratiche dell’Olp a prevalere nelle prossime urne: se ne uscisse ancora vincitrice Hamas, il processo di pace subirebbe un ulteriore processo di rallentamento.

«Per i Popolari Varesini – ha concluso Passera – una tappa lungo un cammino che si prospetta ancora lungo e ricco di appuntamenti. Perché alla fine, tutte le persone in quella sala dimostrano che c’è ancora voglia di parlare di politica. A patto che non sia urlata, ma capace di ragionare su possibili soluzioni usando uno stile sobrio e incisivo. Il passato ci ha insegnato che anche qui, in Italia, è possibile».

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