VARESE – La storia di un amore di gioventù, ripercorsa attraverso i ricordi frammentati di Gian, professore di etnomusicologia sessantacinquenne che lotta con l’oscurità causata da un’improvvisa amnesia. Venerdì 13 dicembre al cineclub Filmstudio 90 verrà proiettato alle 20.45 in prima visione “Sulla terra leggeri” di Sara Fgaier, regista che sarà presente nella sala di via de Cristoforis: il film è stato presentato in anteprima alla settantasettesima edizione del Locarno Film Festival. L’ingresso è riservato ai soci Filmstudio 90 e Arci: la richiesta di tesseramento deve essere effettuata almeno ventiquattro ore prima. Il costo del biglietto d’ingresso è di 5,50 euro (ridotto under 25 4 euro), per maggiori informazioni è possibile contattare l’indirizzo filmstudio90@filmstudio90.it.
Ridotto a spettatore della sua stessa storia
Come ha scritto Tommaso Tocci (Mymovies.it), si tratta dell’“opera prima della regista italo-tunisina quarantaduenne che ha lavorato per anni con Pietro Marcello come montatrice, produttrice e occupandosi in prima persona della ricerca di quei filmati di repertorio che hanno fatto la fortuna dell’autore sin dai tempi de “La bocca del lupo”: il metodo narrativo è quindi simile, con gli inserti del reale che si fanno spazio nella finzione, la illustrano e la contrastano, ne espandono il senso. Vengono da raccolte di famiglia private, da cineteche e da musei, e la regista italo-tunisina li utilizza come finestra sul mondo interiore di un uomo che è ridotto a essere spettatore della sua stessa storia, che si domanda cosa sia successo a quell’amore così fulmineo di un giorno in riva al mare, di cui resta la foto scattata da uno sconosciuto”.
Per Antonio D’Onofrio (Sentieriselvaggi.it) è “una storia di assenza e di fantasmi nascosti negli angoli delle case, nei posti che richiamano uno sguardo, perduto ad osservare il Mediterraneo o un remoto villaggio in Tunisia mentre gli ancestrali rituali lottano contro gli spiriti maligni con i canti e le danze. Il film restituisce bene l’atmosfera di vuoto, nel tracciare un cerchio inesorabile di dolore in una luce dimessa, i baci cancellati insieme a qualcosa che non si può dimenticare, un abbraccio, la cura e la tenerezza di una mano, ed un’angoscia necessaria ma eccessiva”.

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