Da Asst Sette Laghi e Fondazione Molina un nuovo modello di cura degli anziani

anziani soli volontari mani

VARESE – Prende il via la collaborazione tra Asst Sette Laghi e Fondazione Fratelli Paolo e Tito Molina ETS per sperimentare un nuovo modello organizzativo dedicato agli ospiti della Rsa che necessitano di una valutazione sanitaria urgente o di un eventuale accesso al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo di Varese.

Nuovo modello di cura agli anziani

L’obiettivo del progetto è chiaro: garantire alle persone più fragili un percorso di cura tempestivo, appropriato e personalizzato, riducendo, quando possibile e in condizioni di piena sicurezza, il ricorso al ricovero ospedaliero.

Per un anziano con condizioni di fragilità, infatti, il trasferimento in Pronto Soccorso e una successiva ospedalizzazione possono rappresentare un passaggio complesso, con possibili ripercussioni sull’autonomia, sul benessere psicofisico e sul rischio di complicanze. Da questa consapevolezza nasce la volontà di rafforzare il collegamento tra ospedale e territorio, mettendo in rete professionisti e servizi per individuare ogni volta il percorso assistenziale più adeguato.

«Questa convenzione rappresenta un ulteriore passo nel percorso di integrazione tra ospedale e territorio che Asst Sette Laghi sta sviluppando per rispondere ai bisogni della popolazione più fragile – spiega Mauro Moreno, Direttore Generale Asst Sette Laghi –. L’obiettivo è offrire a ogni paziente la risposta assistenziale più appropriata, evitando, quando le condizioni cliniche lo consentono, ricoveri non necessari e garantendo al tempo stesso la massima sicurezza delle cure. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Molina e all’attivazione del Team di Risposta Rapida Domiciliare possiamo assicurare una presa in carico più tempestiva, personalizzata e continua, mantenendo la persona nel proprio ambiente di vita ogni volta che sia possibile».

Collegamento diretto tra Rsa e Pronto Soccorso

La nuova modalità operativa prevede un confronto diretto tra i medici della Fondazione Molina e i professionisti del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo di Varese.

Quando un ospite della Rsa presenta un problema sanitario urgente ma non emergente, il medico della struttura potrà dialogare con il medico dell’Osservazione Breve Intensiva (OBI) del Pronto Soccorso per valutare insieme la soluzione più appropriata.

In molti casi sarà possibile evitare il trasferimento in ospedale grazie all’intervento del Team di Risposta Rapida Domiciliare (TRRD), il servizio territoriale di Asst Sette Laghi dedicato alla gestione delle urgenze nelle strutture residenziali.

Il team potrà raggiungere la Rsa, effettuare la valutazione clinica, eseguire eventuali accertamenti diagnostici e avviare le terapie necessarie direttamente nella struttura, quando le condizioni del paziente lo permettono.

«Per la Fondazione Molina è fondamentale poter contare su un dialogo diretto e costante con il Pronto Soccorso e con gli specialisti dell’Ospedale di Varese – sottolinea Carlo Nicora, Direttore Generale Fondazione Molina ETS –. Questo progetto valorizza il lavoro di squadra tra professionisti e mette al centro il benessere dell’ospite, offrendo percorsi di cura più rapidi, appropriati e meno gravosi. Quando il quadro clinico lo consente, curare una persona nella propria struttura significa preservarne l’equilibrio, ridurre il rischio di complicanze legate all’ospedalizzazione e garantire continuità assistenziale».

Percorsi dedicati in caso di accesso al Pronto Soccorso

Quando invece il trasferimento in ospedale sarà necessario, il progetto prevede un percorso dedicato agli ospiti fragili della Rsa.

La condivisione preventiva delle informazioni cliniche e il contatto diretto tra i professionisti consentiranno di accelerare gli accertamenti e l’eventuale presa in carico specialistica, riducendo i tempi di permanenza in Pronto Soccorso e favorendo, quando possibile, un rientro rapido nella struttura di provenienza.

«L’accesso al Pronto Soccorso di un paziente anziano e fragile richiede percorsi dedicati e una stretta integrazione con i servizi territoriali – evidenzia Francesca Cortellaro, Direttore S.C. Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza dell’Ospedale di Circolo di Varese –. Con questa sperimentazione vogliamo individuare fin dal primo contatto la risposta più appropriata: quando possibile, il trattamento direttamente in Rsa con il supporto del Team di Risposta Rapida Domiciliare; quando necessario, un accesso in ospedale attraverso un percorso più rapido e organizzato».

Una rete integrata di servizi per la continuità delle cure

La collaborazione consentirà inoltre agli ospiti della Rsa di accedere più facilmente ad alcuni servizi specialistici dell’Asst, tra cui consulenze dedicate, diagnostica, medicina trasfusionale, endoscopia e cure palliative.

Il progetto prevede anche un collegamento costante tra ospedale e struttura residenziale dopo la dimissione, per garantire la continuità assistenziale e, quando necessario, il supporto del Team di Risposta Rapida Domiciliare nei giorni successivi.

A completare il percorso, la Fondazione Molina ha attivato una convenzione con la Croce Rossa Italiana – Comitato di Varese per il trasporto protetto non urgente degli ospiti da e verso il Pronto Soccorso, disponibile tutti i giorni dalle 7 alle 23.

Il servizio, organizzato direttamente dalla Fondazione in raccordo con il medico del Pronto Soccorso, garantisce continuità anche sotto il profilo logistico, con tariffe agevolate rispetto a quelle previste dalla normativa vigente.

«Questo accordo con Asst Sette Laghi rappresenta molto più di un protocollo operativo – afferma Michele Graglia, Presidente Fondazione Molina ETS –. È la conferma che costruire reti di cura fondate sulla fiducia reciproca e sulla condivisione degli obiettivi produce risultati concreti per le persone. I nostri ospiti non sono semplicemente pazienti da gestire: sono persone che hanno scelto il Molina come ultima casa. Accompagnarli con dignità significa anche sapere quando e come coinvolgere l’ospedale, facendolo in modo coordinato e senza traumi inutili».

La convenzione resterà attiva fino al 31 dicembre 2027 e avvia una fase sperimentale che potrà diventare un modello replicabile per future collaborazioni tra il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo e le Roa del territorio dell’Asst Sette Laghi, contribuendo allo sviluppo di una sanità sempre più integrata, vicina ai cittadini e orientata alla continuità delle cure.

fondazione molina Asst Sette Laghi anziani – MALPENSA24
Visited 201 times, 1 visit(s) today