Chi ha deciso il destino di Aspem? lettera aperta al Consiglio comunale di Malnate

Il prossimo 23 luglio il Consiglio Comunale sarà chiamato a discutere la petizione popolare presentata ai sensi dell’articolo 49 dello Statuto comunale con la quale circa 300 cittadini chiedono il mantenimento di ASPEM Servizi quale Azienda Speciale del Comune di Malnate.

Questa non è soltanto la discussione su una società partecipata.

È una verifica concreta del rapporto tra istituzioni e cittadini, del valore attribuito alla partecipazione popolare e del principio di trasparenza che deve accompagnare ogni decisione riguardante il patrimonio pubblico.

Per questo motivo rivolgiamo questa lettera aperta non soltanto agli amministratori, ma all’intera comunità.

La partecipazione dei cittadini merita rispetto

L’11 marzo 2026, prima della seduta del Consiglio Comunale del giorno successivo, il Comitato promotore ha depositato una prima petizione chiedendo il mantenimento e il rilancio di ASPEM Servizi.

Nello stesso Consiglio erano iscritti all’ordine del giorno sia il trasferimento della sede dell’Azienda Speciale sia, soprattutto, il suo scioglimento e la messa in liquidazione.

La petizione, sottoscritta da oltre cento cittadini, non venne comunicata all’assemblea nel corso della seduta e il Consiglio deliberò senza che vi fosse alcun riferimento all’iniziativa popolare.

Solo nei giorni successivi il Comitato apprese che la petizione era stata dichiarata inammissibile per il mancato raggiungimento del numero minimo di firme previsto dal regolamento.

Nel pieno rispetto delle indicazioni ricevute dagli uffici comunali, il Comitato raccolse nuovamente le sottoscrizioni utilizzando la modulistica ufficiale vidimata dal Comune e depositò una seconda petizione l’8 giugno 2026.

Questa volta i cittadini furono circa trecento.

Trecento persone che hanno esercitato uno strumento previsto dallo Statuto comunale, chiedendo semplicemente che una scelta così rilevante fosse discussa pubblicamente.

Una partecipazione civica che avrebbe meritato il massimo coinvolgimento istituzionale.

Un confronto che avrebbe dovuto essere più aperto

Il 16 luglio la Commissione Affari Istituzionali ha esaminato la petizione.

Il Comitato promotore, tuttavia, non è stato preventivamente informato dell’inserimento della discussione all’ordine del giorno e non ha potuto illustrare direttamente le ragioni dell’iniziativa.

Di conseguenza, anche molti cittadini firmatari non hanno avuto la possibilità di assistere ai lavori della Commissione.

Non si tratta di una questione formale.

Quando centinaia di cittadini promuovono uno strumento di partecipazione previsto dallo Statuto, il confronto diretto con i promotori rappresenta un valore aggiunto per le istituzioni, non un elemento accessorio.

La qualità della democrazia si misura anche dalla capacità delle istituzioni di ascoltare chi esercita, con correttezza e nel rispetto delle regole, il diritto di partecipare alla vita pubblica.

L’inevitabilità deve essere dimostrata, non semplicemente affermata

L’Amministrazione ha più volte sostenuto che la liquidazione di ASPEM rappresentasse una scelta inevitabile, determinata dal mutato contesto economico, normativo e gestionale.

Se così è, i cittadini hanno diritto di conoscere tutti gli elementi che lo dimostrino.

Perché la trasparenza non consiste nell’affermare che una decisione fosse inevitabile.

Consiste nel mettere chiunque nelle condizioni di verificarlo attraverso dati, documenti, analisi e atti amministrativi.

Ed è proprio qui che emergono interrogativi che attendono ancora una risposta.

Come è stato possibile arrivare alla liquidazione?

ASPEM non ha perso improvvisamente la propria funzione.

Nel corso degli anni le attività affidate all’Azienda Speciale sono progressivamente diminuite, fino a lasciare la sola gestione della farmacia comunale, poi anch’essa affidata in concessione.

Questa evoluzione non è avvenuta spontaneamente.

È stata il risultato di decisioni amministrative e politiche.

Per questo motivo è legittimo domandare:

  • chi abbia assunto tali decisioni;
  • quali fossero le motivazioni che le giustificavano;
  • quali valutazioni economiche, organizzative e strategiche le abbiano supportate;
  • quali alternative siano state concretamente prese in considerazione.

Sono domande che riguardano l’esercizio della funzione pubblica e che meritano risposte documentate.

Lo Statuto offriva possibilità molto più ampie

Un elemento raramente richiamato nel dibattito riguarda lo stesso Statuto di ASPEM.

L’articolo 5 non limitava affatto l’attività dell’Azienda Speciale alla farmacia comunale.

Al contrario, prevedeva la possibilità di gestire servizi socio-sanitari, socio-assistenziali, servizi pubblici locali e numerose altre attività di interesse generale.

ASPEM avrebbe quindi potuto costituire uno strumento operativo al servizio del Comune anche in nuovi ambiti.

Perché tali possibilità non sono mai state sviluppate?

Per quale ragione non si è scelto di affidare all’Azienda ulteriori servizi, valorizzandone le potenzialità, ma si è invece proceduto verso una progressiva riduzione delle sue funzioni?

Anche queste sono domande che meritano una risposta pubblica.

Un bilancio negativo, da solo, non spiega tutto

L’Amministrazione richiama frequentemente il risultato economico negativo del bilancio 2025 come conferma della necessità della liquidazione.

Nessuno mette in discussione i dati contabili.

Ma ogni bilancio racconta gli effetti di scelte politiche precedenti.

Una struttura progressivamente privata delle proprie attività difficilmente può mantenere un equilibrio economico nel lungo periodo.

La questione, quindi, non è soltanto se ASPEM abbia registrato una perdita.

La questione è comprendere perché vi sia arrivata.

La perdita era inevitabile oppure era anche la conseguenza delle decisioni che avevano progressivamente ridotto il ruolo dell’Azienda?

La trasparenza richiede numeri verificabili

È stato affermato che mantenere ASPEM avrebbe comportato costi eccessivi per la collettività.

Anche questa valutazione dovrebbe essere accompagnata da dati pubblicamente verificabili.

I cittadini hanno diritto di conoscere:

  • quanto costasse realmente mantenere ASPEM;
  • quanto sarebbe costato rilanciarla attraverso i servizi previsti dal suo Statuto;
  • quali analisi comparative siano state effettuate tra la liquidazione e il rilancio;
  • quali studi, pareri e valutazioni abbiano orientato la decisione finale.

Se tali elementi esistono, renderli pubblici contribuirebbe a rafforzare la credibilità della scelta compiuta.

Se invece non sono mai stati elaborati, sarebbe altrettanto importante saperlo.

Una scelta che riguarda il futuro dei servizi pubblici

La liquidazione di ASPEM non rappresenta soltanto la chiusura di un ente.

Rappresenta la rinuncia a uno strumento interamente pubblico che, secondo il proprio Statuto, avrebbe potuto continuare a svolgere funzioni rilevanti nell’interesse della collettività.

Per questa ragione il dibattito non può essere ridotto a una semplice questione amministrativa.

Si tratta di una scelta politica nel significato più alto del termine: decidere quale ruolo debba avere il Comune nella gestione dei servizi pubblici locali e quali strumenti intenda conservare per il futuro.

Un appello al Consiglio Comunale

Ai Consiglieri di maggioranza chiediamo di affrontare questa discussione con piena autonomia di giudizio, approfondendo ogni elemento disponibile prima di assumere decisioni che incidono sul patrimonio pubblico della comunità.

Ai Consiglieri di minoranza chiediamo di continuare a esercitare il proprio ruolo di controllo, affinché tutti gli atti, gli studi e le valutazioni che hanno condotto alla liquidazione siano integralmente conosciuti dal Consiglio e dai cittadini.

Al Sindaco e alla Giunta chiediamo un gesto semplice ma decisivo: rendere pubblica tutta la documentazione, gli studi, le analisi e le valutazioni che hanno sostenuto questa scelta mediante la convocazione del Forum dei Cittadini, previsto dall’articolo 47 dello Statuto comunale.

Il Forum rappresenta lo strumento di partecipazione istituzionale più idoneo per consentire all’Amministrazione di illustrare pubblicamente le ragioni che hanno condotto alla liquidazione di ASPEM, mettendo a disposizione della cittadinanza tutti gli elementi utili a comprenderne le motivazioni e a verificarne la fondatezza.

Una decisione che riguarda il patrimonio pubblico della comunità merita infatti un confronto aperto, documentato e trasparente, nel quale i cittadini possano conoscere i fatti, porre domande e ricevere risposte fondate su dati e documenti.

Perché la trasparenza non si esaurisce nell’affermare che una decisione fosse inevitabile: si realizza quando ogni cittadino è posto nelle condizioni di comprenderne le ragioni e di valutarle sulla base di elementi oggettivi.

Perché quando una decisione riguarda un bene della collettività, la trasparenza non indebolisce l’azione amministrativa.

La rafforza.

Un appello ai cittadini

Questa vicenda non riguarda soltanto ASPEM.

Riguarda il diritto di ogni cittadino a conoscere come vengono assunte le decisioni che incidono sul patrimonio pubblico.

Riguarda il valore della partecipazione.

Riguarda il rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità.

Per questo invitiamo tutti a seguire il dibattito del Consiglio Comunale, a informarsi, a leggere gli atti e a pretendere che ogni scelta pubblica sia accompagnata da motivazioni chiare, dati verificabili e piena trasparenza.

Perché una democrazia matura non chiede ai cittadini di fidarsi.

Chiede alle istituzioni di dimostrare.

E fino a quando tutti gli elementi non saranno resi pubblici, resterà una domanda che merita una risposta:

ASPEM è stata liquidata perché aveva ormai perso la propria funzione, oppure ha perso progressivamente la propria funzione a seguito delle scelte che, nel tempo, ne hanno ridotto competenze e attività?

Su questa domanda il Consiglio Comunale è chiamato a offrire ai cittadini una risposta fondata sui documenti, sui fatti e sulla massima trasparenza.

È questo che una comunità democratica ha il diritto di attendersi dalle proprie istituzioni.

Giovanni Gulino
Comitato promotore
della Petizione art. 49
dello Statuto Comunale

Comitato Territoriale Malnate

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