Fondazione Morandi, vent’anni di attività a Varese per vittime di violenza e minori

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Rossella Dimaggio (Comune Varese), Marco Magrini (Provincia) e Giovanna Scienza (Fondazione Morandi)

VARESEVent’anni di attività al fianco delle donne vittime di violenza e dei minori. La Fondazione Felicita Morandi di Varese festeggia l’importante traguardo presentando il bilancio sociale 2024 con i numeri dell’impegno a favore di chi si trova in situazioni di difficoltà. E per l’anno in corso ci sono eventi in vista e nuove progettualità: il punto oggi, giovedì 8 maggio, a Villa Recalcati (nel video qui sotto).

Cos’è cambiato in vent’anni

«La nostra fondazione – ha esordito la presidente della fondazione Giovanna Scienza – è partecipazione quindi anche noi siamo una partecipata della Provincia. È molto importante perché abbiamo anche un controllo diciamo pubblico e siamo molto attenti alla normativa che in vent’anni si è evoluta in maniera significativa. Siamo al passo con tutte le norme che cambiano ma cambiano in questo momento a favore delle donne, fanno emergere il fenomeno e danno la possibilità, anche se sempre migliorabile, di prendere veramente in carico queste donne». Nell’occasione è stato presentato il bilancio sociale 2024: presso la casa rifugio sono state accolte 23 donne e 21 minori; presso la comunità mamma-bambino 7 donne e 9 minori; presso il Cav (centro antiviolenza) 79 accoglienze. «Soprattutto – ha aggiunto la presidente – abbiamo implementato il progetto Dea, per dare un posto di lavoro e una casa alle donne per poter appieno uscire dalla spirale della violenza. L’iniziativa è stata finanziata dal Fondo filantropico italiano e ha dato la possibilità di seguire tante donne in modo completo». 9 donne sono state stabilizzate con un lavoro definitivo.

I progetti del 2025

La presidente ha poi citato i progetti su cui ci sarà un focus nel 2025. Innanzitutto attività a favore delle donne disabili vittime di violenze. «Ci siamo accorti in questi vent’anni che sono ulteriormente penalizzate le donne con disabilità». Quindi i bambini delle donne vittime di violenza diretta e violenza assistita con un duplice canale. «Un’attenzione particolare e una presa in carico immediata dei bambini che stanno nelle nostre strutture perché a loro non si pensa: sono un’appendice della mamma e di solito non ci sono progetti specifici che noi invece finanziamo. E soprattutto anche un’azione nelle scuole proprio per iniziare a far capire questi argomenti fin dai più piccoli».

Gli eventi per l’anniversario

In occasione dell’anniversario dei vent’anni saranno promosse alcune iniziative: si parte sabato 17 maggio alle 16 a Villa Recalcati con la presentazione del libro “Dal sexting al revenge porn” di Giorgia Butera. Dal 3 al 10 giugno presso la Biblioteca comunale di Marchirolo sarà invece aperta la mostra “Com’eri vestita?” – Rispondono le sopravvissute alla violenza sessuale”. Un’esposizione itinerante realizzata dal Centro antiviolenza Cerchi d’Acqua. Infine sabato 13 settembre alle 16 a Villa Recalcati la presentazione del libro “La voce a te dovuta” di Valeria Alpi. L’autrice, attraverso un racconto in prima persona fa il punto su violenza di genere e disabilità.

Le voci

Alla presentazione di oggi le voci delle istituzioni e realtà sociali e sanitarie del territorio. «Strutture di questo tipo sono insufficienti oggi e la politica territoriale dovrebbe tenere conto di questi aspetti», ha sottolineato il presidente della Provincia Marco Magrini, mentre l’assessora alle pari opportunità del Comune di Varese Rossella Dimaggio ha parlato della Fondazione Felicita Morandi come di «una realtà molto solida del territorio che fa parte della rete interistituzionale contro la violenza». Per Asst Sette Laghi presente il direttore sociosanitario Giuseppe Calicchio che ha sottolineato la concretezza della fondazione, per Ats Insubria Anna Botter ha portato i saluti del dg Salvatore Gioia rimarcando il valore di persone che prendono in carico altre persone. Quindi Adele Patrini, presidente associazione Fondazione forum della sostenibilità sociale di Regione Lombardia: «Dobbiamo cambiare il rapporto tra l’individuo, la società e la malattia intesa come condizione di non benessere». A chiudere Paolo Bertocchi, vicepresidente Fondazione comunitaria del Varesotto, che ha espresso il suo applauso alla presidente Scienza e a tutto il suo team.

Varese, un futuro per le donne vittime di violenza con la Fondazione Morandi

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