BUSTO ARSIZIO – «Un’assemblea generale del personale comunale per illustrare l’accordo sull’incremento del fondo produttività e ascoltare il punto di vista dei dipendenti sull’utilizzo di quei soldi». La convocheranno FP-CGIL e ADL, le organizzazioni sindacali che chiedono «il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori» sulla distribuzione delle risorse stanziate dall’amministrazione comunale. E propongono di destinare fin da subito «300mila euro – circa 600 euro a ciascuno – per il welfare dei dipendenti».
«Niente di che»
Il nodo sono i 540mila euro (netti) di aumento del fondo. Il sindacalista del CSA Angiolino Liguori lo ha definito “tesoretto”, ma per Fausto Sartorato (Adl) «era dovuto, non è chissà che regalo, non fa altro che allinearsi agli altri comuni», mentre per Antonio Lenzi (Fp-Cgil) «di fatto allinea il fondo a quello che già è presente negli altri Comuni. Si è recuperato il gap, ma rimangono una serie di criticità, a partire dalla questione posteggi». Ecco perché il fronte sindacale è spaccato, con ADL e CGIL che denunciano «la mancanza di disponibilità ad un ampio confronto su un tema, quello della contrattazione, che rappresenta uno dei compiti principali delle RSU». Di qui la richiesta di un’assemblea generale, «essenziale» per le due sigle “di sinistra”. «Le altre sigle, inspiegabilmente, si sono mostrate contrarie». Il riferimento è a CSA, CISL e UIL. E il sospetto di Sartorato è che «non vogliano l’assemblea per non essere impallinati».
La proposta
Un altro tema caldo su cui discutere è la cifra – 100mila dei 540mila euro totali – destinata alle E.Q. (i funzionari ad Elevata Qualificazione, ex P.O.). CGIL e ADL hanno chiesto, e ottenuto, «maggiore equità nella ripartizione», anche se per la sigla di base rimane «una sperequazione» – la definisce così Sartorato – tra i 3500 euro pro capite che riceveranno le E.Q. e i 1000 euro pro capite per le categorie “inferiori”, che pure «danno il loro contributo». Per minimizzare questo rischio la proposta di CGIL e ADL è di «adottare il welfare, stanziando 300mila euro per avere circa 600 euro per ogni dipendente. Ha il vantaggio che è uguale per tutti i settori e per tutti gli inquadramenti, e fino a 1000 euro è esentasse, e il comune non paga contributi previdenziali. Lo fanno già tantissimi altri comuni, come Gallarate che versa 750 euro. Su questo però le altre forze sindacali non sono concordi». Eppure, per Lenzi sarebbe una risposta alle fughe e alla scarsa attrattività dell’ente: «Parcheggi, flessibilità, smart working, welfare: sono queste le leve su cui intervenire».
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