VARESE – Muti. Non parla nessuno. Nemmeno a pagarli (in senso figurato) a peso d’oro. Rispondono al telefono e ai messaggi, ma quando capiscono l’antifona la parola d’ordine è: «No comment». A essere colti da mutismo sono i segretari della Lega, provinciale e cittadini (delle grandi e piccole realtà). Comprensibile, il momento è delicato.
Le bordate e i silenzi
Ci sono: le bordate di Attilio Fontana contro il capitano e la risposta immediata dei salviniani, che hanno invitato tutti ad abbassare i toni e a ridurre i contatti con la stampa. Ricordiamo a tal proposito le uscite (tra gli altri) di Andrea Crippa e Luca Toccalini, di Silvia Sardone e del presidente della Camera Lorenzo Fontana.
Se dovessimo fermarci al risultato immediato, visti i silenzi, emerge che ancora oggi, nonostante il malcontento, il segretario federale, oltre ad avere in mano il partito, ha ancora la forza di imporre il silenzio e di far sì che venga rispettato. Per lo meno ai livelli territoriali.
In provincia di Varese i leghisti si tengono lontani dai giornalisti. Certo, c’è chi parla, riflette, mette sul tavolo dubbi e proposte, ma solo dopo aver intascato la garanzia che i microfoni sono spentissimi. E anche nella chiacchiera “da bar”, più che la voglia di rivoluzione al buio, emerge quel senso di frustrazione di chi ha capito che bisogna cambiare musica, ma non sa che disco mettere e neppure a quale dj affidare la composizione della nuova colonna sonora padana. Insomma, i leghisti si sentono ancora leghisti e, seppur spinti all’estremo nel ragionamento del cambio al vertice, arrivano più o meno tutti alla stessa conclusione: «Chi c’è dopo Salvini? Al momento nessuno ha dato un segnale di essere pronto alla successione. Per diversi motivi». Quindi? Stand by per capire l’attesa o l’inattesa piega degli eventi.
Fino a quando?
Al netto del periodo agostano, il Carroccio al rientro delle vacanze ha davanti settimane intense. Il primo appuntamento da scollinare è Pontida, già fissata per il fine settimana del 20 settembre. Poi bisogna subito tuffarsi nella scelta dei candidati e nella composizione delle liste poiché le amministrative sono alle porte. Ma non bisogna perdere di vista neppure i movimenti locali del partito. In provincia di Varese, infatti, pare che per i primi di settembre sia stato programmato un direttivo provinciale convocato d’urgenza. E qualcuno sibila che l’argomento all’ordine del giorno non siano i candidati, ma il momento delicato che sta attraversando il partito. Insomma, se è vero che dopo Salvini non si vede ancora nessuno, “sotto” Salvini il terreno ribolle.
