Il Pums di Busto all’ultima curva. «Né di destra né di sinistra, ma utile»

Nel riquadro, il consigliere delegato alla viabilità Alex Gorletta

BUSTO ARSIZIO – Il Pums è in dirittura di arrivo. Piano Urbano della Mobilità Sostenibile all’ultimo step tecnico, poi la palla passa alla politica. «Siamo finalmente arrivati all’ultima fase di un percorso che mi auguro possa portare all’approvazione del PUMS con un’ampia condivisione in consiglio comunale» rivela Alex Gorletta, consigliere delegato alla viabilità e capogruppo della Lista Antonelli. Sarà più flessibile e meno rigido e prescrittivo rispetto a quello dell’era Loschiavo.

I passi decisivi

«Sei mesi per il Pums»: aveva annunciato Gorletta attorno a Pasqua in sala esagonale. Ora l’obiettivo è arrivare all’approvazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile prima di Natale. Il Pums è attualmente in fase di valutazione tecnica da parte degli uffici, a fine agosto ci sarà la conferenza di valutazione conclusiva della proposta di Pums e del rapporto ambientale. Poi dopo l’estate la palla passerà alla politica. E il delegato alla viabilità – che sul documento lavora in tandem con l’assessore di riferimento, oggi Claudia Cozzi e prima Matteo Sabba – promette di raccogliere tutte le indicazioni provenienti da maggioranza e opposizione per portare a compimento la sfida che il sindaco Antonelli gli ha affidato dopo i turbolenti ultimi mesi di mandato del precedente titolare della delega, l’assessore Salvatore Loschiavo. «Troppo di sinistra» l’accusa che la maggioranza di centrodestra fece all’allora assessore affossando la prima versione del Pums.

Il “nuovo” Pums

«Mi dispiace che si continui ancora oggi a discutere di cosa nel documento sia “di destra” e cosa sia “di sinistra” – afferma oggi Alex Gorletta – la mobilità sostenibile non è una prerogativa della sinistra, così come prudenza, sostenibilità economica e attenzione alla fattibilità non appartengono solo alla destra. Il PUMS è uno strumento strategico con cui una città programma il futuro della propria mobilità e il compito della politica è trovare un equilibrio: senza pretendere di trasformare tutto e subito ignorando tempi, costi e concreta realizzabilità, ma nemmeno rifugiandosi in un conservatorismo incapace di accompagnare il cambiamento». Insomma, in soldoni, sarà un piano diverso da quello di Loschiavo ma non antitetico.

Ma dov’è la destra, dov’è la sinistra?

«Per questo trovo fuorviante raccontare questi due anni come il tentativo dell’Amministrazione di trasformare un PUMS “di sinistra” in uno “di destra” – chiarisce Gorletta, in un passaggio che ricorda la celebre canzone di Giorgio Gaber – se alcuni esponenti utilizzarono quell’espressione a titolo personale nel dibattito dell’epoca, non mi risulta sia mai esistito un indirizzo dell’amministrazione volto a riscrivere ideologicamente il Piano. Altrimenti sarebbe quantomeno curioso che il Sindaco Antonelli abbia poi affidato proprio a me il compito di seguirne il percorso». Gorletta, oggi civico nella lista del sindaco, arriva anche lui da un percorso politico che nasce a sinistra. «Il problema era soprattutto il metodo – aggiunge il delegato alla viabilità – nel settembre 2024 fu lo stesso Loschiavo a fare pubblicamente mea culpa sulla comunicazione e sull’insufficiente coinvolgimento delle forze politiche. In questi mesi abbiamo lavorato diversamente: sensibilità differenti all’interno della maggioranza si sono confrontate, modificando ciò che ritenevamo necessario e mantenendo ciò che consideravamo valido».

L’appello

E allora adesso l’obiettivo di Gorletta è un’ampia condivisione del Piano. «Non c’è quindi nulla di sorprendente nel fatto che molti elementi strategici siano rimasti: se un’indicazione tecnica era valida nel 2024, non diventa sbagliata nel 2026 semplicemente perché nel frattempo è cambiato chi segue politicamente il Piano – sintetizza il consigliere antonelliano – sono invece cambiate alcune rigidità e modalità di attuazione, lasciando alla successiva programmazione il compito di valutare concretamente dove, come e quando realizzare determinati interventi. Ora siamo finalmente arrivati all’ultima fase di un percorso che mi auguro possa portare all’approvazione del PUMS con un’ampia condivisione in consiglio comunale. Sarebbe il modo migliore per chiudere una diatriba che ha occupato fin troppo spazio e dimostrare che, almeno sui grandi obiettivi strategici della città, maggioranza e opposizione possono andare oltre gli schieramenti. Ai bustocchi interessa relativamente poco sapere se una pista ciclabile sia di destra o di sinistra. Interessa sapere se serve, se è progettata bene, se è sostenibile e se migliora davvero Busto Arsizio. È su questo che dovremmo confrontarci».

Busto, sei mesi per il Pums. Gorletta: «Prima non era stato fatto molto»

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