BUSTO ARSIZIO – «La prima pietra del nuovo ospedale voglio metterla io». Lo ha rivelato il governatore della Lombardia Attilio Fontana, in visita all’ospedale di Busto Arsizio per celebrare la nuova culla tecnologica che l’associazione La Casa di Chiara ha donato al reparto di pediatria. Con il direttore generale di Asst Valle Olona Daniela Bianchi è stata l’occasione per fare il punto sul percorso che porterà al cosiddetto “ospedale unico” di Busto-Gallarate. «Stiamo rispettando il cronoprogramma – rivela Bianchi – se tutto va secondo i piani, i lavori inizieranno nel 2027 e il nuovo ospedale sarà attivo nel 2031».
Verso la prima pietra
Con il mandato del presidente Fontana che scadrà nel febbraio 2028 (a meno di una chiusura anticipata della legislatura per far coincidere la scadenza del voto regionale con quello delle politiche 2027) i tempi per far inaugurare il cantiere al governatore ci sono tutti. Al netto di rallentamenti (ricorsi) sulle gare di appalto. «La prima pietra voglio metterla, vediamo di correre – le parole di Attilio Fontana alla dg Bianchi – qualche “strizzatina” ai tempi se si vuole si può dare». Una provocazione detta con il sorriso sulle labbra, anche perché ad oggi il cronoprogramma fissato per il progetto non ha avuto intoppi. Il prossimo step, atteso per il mese di ottobre, è l’aggiudicazione del concorso di progettazione, che ha visto la partecipazione di importanti studi di architettura internazionali. «Più che a Cremona» rivendica la dg con un pizzico di orgoglio rispetto ad un altro nuovo ospedale in fase di realizzazione in parallelo in Lombardia.
Un treno per l’ospedale?
E quando Daniela Bianchi ricorda al governatore che quello che sorgerà a Beata Giuliana sarà «l’ospedale del futuro, il primo pensato secondo i canoni del next generation hospital», Attilio Fontana ribadisce: «Per quello vorrei esserci io. Continuano a definirlo un ospedale periferico, ma sarà fondamentale nel nuovo concetto di sanità. Una struttura in cui ci saranno tutte le tecnologie e le qualità per essere veramente un punto di riferimento». Tanto che la dg di Asst Valle Olona – oltre ad annunciare che «farà parte della rete universitaria di medicina dell’Insubria, che fa la differenza in termini di attrattività e prestigio» – si lascia scappare un altro sogno nel cassetto, quello di «una fermata del treno» per una migliore accessibilità di quello che è stato ribattezzato il “grande ospedale della Malpensa“, «magari il Frecciarossa» che collegherà lo scalo aeroportuale. «Parlatene con RFI» la risposta di Fontana. In ogni caso per la dg Bianchi ci sono «tutte le condizioni per realizzare un grandissimo ospedale». Solo con un rammarico: «È un progetto emozionante, ma il nostro mandato finisce a fine 2026».
Progetto da 17 milioni per il nuovo ospedale di Busto-Gallarate: via al concorso internazionale
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