Forza Italia non è più un partito del centrodestra. Perlomeno a Villa Recalcati, e non solo. E i Marco Colombo, i Sergio Ghiringhelli e tutti coloro che menano il torrone da settimane con la storia “dei valori, delle radici, del ripensamento rispetto al posizionamento” di Forza Italia in Provincia si mettano il cuore in pace, anziché dannarsi l’anima nel richiamare gli alleati a corrente alternata all’ordine di coalizione.
Soprattutto a Villa Recalcati, dove per due anni i berluscones hanno retto il moccolo al Pd e ora, con discorsi che piluccano dalla grande retorica scudocrociata, hanno detto che in questo centro destra-destra non vogliono starci. Anzi, sono disposti a tapparsi il naso e flirtare con i dem indossando l’abito civico che ha solo la funzione del lasciapassare nel caso in cui da Roma dovesse arrivare un dietrofront. Roma, appunto. E il problema è tutto o quasi lì. Già, perché a queste latitudini i forzisti propongono, ma quelli romani dispongono. Anzi, impongono. E, spesso disfano le trame intrecciate costringendo gli azzurri provinciali a barbine retromarce (la più eclatante è accaduta a Busto con il caso Gigi Farioli candidato e poi mollato in mezzo al guado proprio dai forzisti).
Eppure gli strappi politici di Forza Italia, negli ultimi anni, non si sono mai fermati. Chiamiamole “fughe in avanti” o “effetto elastico” (avanti e indietro alla bisogna), ma il dato è che questo centrodestra sta sempre più stretto al partito di Berlusconi. Tanto che quanto accaduto alle recenti elezioni in Provincia, con una Forza Italia diluita nel progetto civico e ben distinta da Fratelli e leghisti, è solo l’ultimo caso. Potremmo citare molti altri esempi, su scala ancora più locale e in riferimento alle ultime amministrative; tutto porta a dire che Forza Italia non è più un partito della coalizione tradizionale. Occorre anche dire però che all’ondivaga Forza Italia corrisponde una debolezza di Lega e Fratelli che nelle città chiudono un occhio (anzi due), lasciando fare per timore di implodere. E anche qui occorre dire che, più dei valori, pesa la cadrega.
Quindi avanti alla ricerca della terza via. È forse questa la traversata nel deserto che sta tentando Forza Italia? Una strada che, nelle intenzioni e nelle dichiarazioni di tutti, porta al centro. Luogo politico molto affollato di questo tempi, al punto che qualcuno inizia a dire che ci siano più partiti centristi che elettori. Ora, che la Provincia Al Centro possa rappresentare la strada giusta per dare vita a un centro politico solido è tutto da vedere. In quella lista c’è un po’ tutto il campionario moderato, cattolico, europeista, liberale e popolare. Ovvero Forza Italia che ha l’ambizione di fare da chioccia alle altre componenti (e forse “mangiarsele”); Italia Viva che è pronta rispolverare il patto del Nazareno, Azione, l’area di Gianfranco Librandi, Eupolis. C’è persino quel repubblicano di Marco Reguzzoni, fresca new entry nel partito di Berlusconi e che si ritrova (senza aver inciso) a governare con il Pd l’ente che lui ha guidato con maggioranze bulgare di centrodestra a trazione Lega.
Insomma, qualcuno dice che i forzisti siano finiti in un guazzabuglio. Loro parlano di un progetto in nuce, ma con gambe per camminare. Per ora possiamo dire quel che non si vede ma sappiamo: i centristi in pre-consiglio parlano tutti la stessa lingua, in consiglio ognuno spende parole per difendere la propria posizione e quando si trovano in consessi non ufficiali con esponenti di centrodestra o sulle chat – forzisti compresi – dicono esattamente il contrario. Insomma, non escono dall’equivoco politico. Tanto che ieri in consiglio provinciale ci ha dovuto pensare il Partito Democratico a dire come stanno le cose a Villa Recalcati. Si vada a rileggere l’intervento di Michele Di Toro, che traccia i confini della maggioranza politica, tira dentro Forza Italia e “chiude” il recinto. Con Lega e Fratelli che a quel punto si sentono presi per il naso. Altro che Gaber con “cos’è la destra, cos’è la sinistra”. I forzisti, della prima e dell’ultima ora devono capire che cos’è oggi Forza Italia, in vista delle sfide future che non sono poi così lontane.
