BUSTO ARSIZIO – «Siamo stanchi di essere bollati come i cattivi che inquinano. Noi già trent’anni fa guardavamo alla sostenibilità». Il Centro Tessile Cotoniero celebra i primi trent’anni della certificazione Oeko-Tex in una sala di MalpensaFiere gremita. Di imprenditori ma anche di orgoglio. «Non è una moda del momento e non è solo rispetto delle norme. La sostenibilità è una sensibilità insita nel nostro sistema produttivo». A rivendicarlo è Roberto Grassi, presidente di Confindustria Varese.
Trent’anni di sostenibilità
Sono 32 le imprese della provincia di Varese ad essere state premiate per la “fedeltà” (almeno vent’anni) alla certificazione tessile Oeko-Tex, che garantisce la sicurezza dei tessuti in termini di assenza di sostanze nocive. «Noi ne parlavamo già trent’anni fa» rimarca lo storico direttore del Centrocot Grazia Cerini. Poi sono arrivati «i disastri ambientali e gli sprechi» del fast fashion, ma anche la tragedia del Rana Plaza in Bangladesh, «1100 lavoratori tessili morti per abbassare i costi di produzione», e a quel punto si sono mobilitate le campagne (Detox) e le leggi, come il Green Deal della UE. Ma Centrocot con Oeko-Tex era già lì: «Era un patto tra ambiente, diritti umani, persone» Così il presidente del Centrocot Mario Montonati ricorda che quella della sostenibilità è «una strada doverosa, ma da imprenditore del settore sono stanco di sentire dire che il tessile inquina ed è cattivo. Non è vero adesso e non lo è a maggior ragione se abbiamo aziende che trent’anni fa erano già certificate Oeko-Tex grazie a imprenditori lungimiranti».

Il “baluardo” Centrocot
A tributare gli onori al Centro bustocco c’è anche l’assessore regionale al turismo, marketing territoriale e moda Barbara Mazzali: «È la conferma che la sostenibilità non è una rincorsa alle prescrizioni ma un fattore determinante per le nostre imprese. Oggi celebriamo un risultato importante ma soprattutto un modo di fare impresa lombardo». E il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli, orgoglioso di un centro che è «un baluardo che contribuisce alla promozione di un settore tessile responsabile che rifugge il greenwashing», promette che proverà a resistere alle leggi che impongono di dismettere le partecipazioni in enti come Centrocot: «Quote non strategiche? Continueremo a spiegare perché per noi questa partecipazione nel Centrocot non solo è strategica ma importantissima, la manterremo finché la legge ce lo permette». Il Centrocot, sottolinea il presidente degli industriali Roberto Grassi, è «un abilitatore di innovazione per la nostra manifattura, un acceleratore di idee e una risorsa preziosa per aiutare le imprese nelle transizioni in atto». Il presidente di Camera di Commercio Mauro Vitiello rimarca invece la nuova vocazione di MalpensaFiere come «qualcosa in più di un polo fieristico. Hub della sostenibilità e cerniera di economie nuove»: non a caso è qui che Centrocot ha creato il suo Multilab.
La riscossa del tessile
«Riprendiamoci il settore» l’appello a voce alta fatto risuonare nella sala da Grazia Cerini, direttore del Centrocot. In concreto, le soluzioni sono programmi come ZDHC, per la gestione sostenibile delle sostanze chimiche nel tessile. Elisa Gavazza esalta «l’importanza della convergenza. Se le richieste convergono in un unico programma come Road Map to Zero le aziende rispondono, investono e traggono benefici». Oppure la gestione chimica tessile smart di The BHive, presentata da Lars Doemer e Olimpia Fumo di GoBlu. E ancora le asserzioni ambientali come strumento anti-greenwashing illustrate da Maria Laviensi di Studio Legale A&A-Albè e Associati, oppure la piattaforma digitale Indicator Data ESG presentata da Riccardo Forni di CTSS.
Il premio al grande artista

Il momento clou della giornata è stata la cerimonia di premiazione, che ha visto alla ribalta le 205 aziende (di cui 32 in provincia di Varese) che hanno creduto da almeno vent’anni alla certificazione Oeko-Tex del Centro Tessile Cotoniero, e in particolare le 11 (due del Varesotto) che sono certificate da trent’anni. Ma soprattutto il premio speciale che Centrocot ha voluto conferire al maestro Michelangelo Pistoletto, l’artista biellese noto in tutto il mondo che la scorsa primavera ha portato a Busto Arsizio due delle sue opere più iconiche, la Venere degli Stracci e il Terzo Paradiso, per far riflettere sul tema della sostenibilità del tessile e sugli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. A ritirare il premio, c’era Pietra Pistoletto, la figlia del grande artista, accompagnata da Fortunato D’Amico e Olga Pirazzi della Fondazione Pistoletto Cittàdellarte. «A Busto c’è un connubio tra cultura, arte e imprese attorno al comune denominatore del tessile – le parole dell’assessore alla cultura e identità Manuela Maffioli – attraverso l’arte abbiamo riacceso la coscienza anche sul settore economico tessile, con M(a)y Fiber e l’Ottobre del Tessile. Io sono fiera di essere figlia di una città la cui identità parla il linguaggio del tessile ed esprime un’eccellenza come il Centrocot ma anche di un territorio ospita aziende tessili che, grazie a sforzi e investimenti decennali, stanno contribuendo a scardinare un scomodo e ingiusto pregiudizio rispetto al settore».
E a Busto arriva Pistoletto
“Metamorfosi urbane. Dalle città fabbriche alle città della creatività” è il titolo della conferenza che mercoledì 23 ottobre vedrà protagonista proprio Michelangelo Pistoletto, per la prima volta in città dopo l’avvio della partnership tra la sua Fondazione Pistoletto Cittadellarte e l’amministrazione comunale, in particolare l’assessorato alla cultura e identità. La conferenza, curata da Fortunato D’Amico, è in programma alle ore 21.15 in Sala Monaco, nell’ambito del programma dell’Ottobre del Tessile. Partecipazione gratuita con prenotazione su Eventbrite
Centrocot celebra 30 anni di sostenibilità con Oeko-Tex a Busto. E premia Pistoletto
