Nel ristretto gruppo dei politici più accorti (potremmo anche dire più intelligenti) del Varesotto un posto va di diritto ad Andrea Pellicini, deputato, sindaco di Luino e presidente del circolo provinciale di Fratelli d’Italia. In una recente intervista sulla Prealpina, alla domanda di esprimere un parere sulla suggestione giornalistica di Attilio Fontana candidato primo cittadino per il centrodestra a Varese, Pellicini risponde che sì, “Fontana avrebbe l’opportunità di ripetere l’esperienza bellissima di fare il sindaco”. Come no? Se mai dovesse accadere, benché l’ipotesi al momento appaia surreale, si libererebbe in anticipo il posto di presidente della Regione, portando per l’intervenuta incompatibilità degli incarichi la Lombardia alle elezioni anticipate. A quel punto chi sarebbe il successore del leghista Fontana? Novanta probabilità su cento, un esponente meloniano.
Eccoli qui i “fratellini” di Giorgia Meloni puntare ai posti di vertice nei territori che, fino a ieri, erano dominati dalla Lega e, in parte, da Forza Italia. Oggi godono della maggioranza relativa, di un consenso che, nonostante tutto, li tiene saldamente sulla breccia. D’accordo, dietro di loro soffia il vento di tal generale Vannacci e delle sue truppe, che pongono interrogativi elettorali tutt’altro che marginali. Ma in provincia le rendite di posizione, a partire da Busto Arsizio, hanno il loro fondato perché. E se Pellicini prova furbescamente a detronizzare Fontana da Palazzo Lombardia, nessuno dei Fratelli ha mai distolto gli occhi da Varese e dalle altre città che andranno al voto in primavera.
Sull’onda dell’entusiasmo della festa di Bari per celebrare la longevità del governo Meloni, in sede locale si punta a ripetere l’iniziativa festaiola proprio con lo scopo di mettere i puntini sulle i: “Qui ci siamo anche noi, anzi, ci siamo noi”. Punto. L’appuntamento è per settimana prossima (venerdì 11, sabato 12) nella Busto dove i Fratelli esprimono sindaco, vice, presidente del consiglio e assessori. Un’anomalia nella distribuzione dei ruoli che la dice lunga sulla loro fame egemonica e sull’inconsistenza degli alleati, che hanno lasciato fare. E ora lasciano dire.
Sì, perché Pellicini, spalleggiato dai suoi sodali e dalla potente assessora regionale Francesca Caruso, sua vice, hanno già opzionato le candidature a Varese, Busto, Gallarate e la presidenza di Villa Recalcati. Un “prendi tutto” che, evidentemente, sa un po’ di propaganda e un po’ mette in luce l’intenzione di occupare tutto l’occupabile. In spregio (formale) ai necessari accordi che dovranno sostenere l’alleanza di centrodestra e, naturalmente, l’equa ripartizione degli incarichi. Sempre supposto che Forza Italia e Lega, oggi attraversate da crisi interne più o meno pesanti, non si accontentino delle briciole. Come appunto è già successo a Busto Arsizio.
Il problema è però relativo al capitale umano/politico dei Fratelli locali. Non si intravede alcun personaggio capace di aggregare lo schieramento e, soprattutto, di scaldare davvero i cuori degli elettori. Manca un vero leader. A Busto, arrivato Emanuele Antonelli al capolinea, fatto salvo l’eventuale terzo mandato, il segretario cittadino Alberto Falciglia dichiara di avere pronta la persona giusta al posto giusto, ma non ne fa il nome. Per pre tattica, per non bruciarla o perché, come si sente malignare, non esiste? Varese e Gallarate galleggiano su probabili “sindaci” meloniani non proprio di primissima scelta; per la Provincia bisognerà contendere il posto di presidente allo smagato e super attivo Marco Magrini.
Una bella lotta, insomma. Che dentro Fratelli d’Italia si estende anche alle componenti che fanno riferimento a Ignazio La Russa e a Mario Mantovani, non certo all’insegna della serena collaborazione. E dunque? Bando ad altre possibili congetture, l’autunno si annuncia politicamente caldo anche sul versante amministrativo, lato centrodestra. Impegnato a risolvere la propria identità, a tenere a distanza Vannacci e, per quanto riguarda Varese, a contrapporsi ad un centrosinistra che negli ultimi due mandati ha lasciato il segno. Altro che Attilio Fontana candidato sindaco.
