ROMA – «Quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi. Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio». E’stato scelto il Vangelo secondo Giovanni per dare l’ultimo saluto a Papa Francesco. Si stima una presenza di oltre 200 mila persone, con maxischermi allestiti anche nelle aree circostanti, oggi 26 aprile a Roma per i funerali iniziati alle 10 quando il feretro ha raggiunto il sagrato. Sulla semplice cassa di legno, è stato aperto il Vangelo.
Poco prima della funzione, c’è stato il breve – ma atteso – incontro tra il presidente Usa Donald Trump e il leader ucraino Volodymyr Zelenskyy. Si ritroveranno al termine della cerimonia.
Tutti da Francesco
I varchi sono stati aperti poco dopo le sei e in pochi minuti migliaia di fedeli hanno riempito la parte centrale della piazza. Arrivano da ogni parte del mondo come testimoniano le bandiere che portano. Brasile, Albania, Spagna, Argentina. «Anche noi come il Papa veniamo dalla fine del mondo», dice una donna di Buenos Aires. Alla solenne messa esequiale del pontefice Francesco, presieduta dal cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio, presenziano oltre 160 delegazioni internazionali. Sono circa cinquemila tra cardinali, vescovi e sacerdoti, coloro che concelebrano la messa esequiale di Papa Francesco. I cardinali presenti sul sagrato di Piazza San Pietro e concelebranti sono 220.
Il corteo funebre, alla fine del funerale del Papa, da San Pietro a Santa Maria Maggiore, non passerà per Piazza San Pietro. Il corteo uscirà dalla Porta del Perugino e poi seguirà il percorso indicato dalla Questura: è previsto un tempo di percorrenza di mezz’ora, ha fatto sapere il portavoce vaticano Matteo Bruni.
L’omelia
“Di fronte all’infuriare delle tante guerre di questi anni, con orrori disumani e con innumerevoli morti e distruzioni, Papa Francesco ha incessantemente elevata la sua voce implorando la pace e invitando alla ragionevolezza, all’onesta trattativa per trovare le soluzioni possibili, perché la guerra – diceva – è solo morte di persone, distruzioni di case, ospedali e scuole. La guerra lascia sempre, è una sua espressione, il mondo peggiore di come era precedentemente: essa è per tutti sempre una dolorosa e tragica sconfitta”. Lo ha affermato il cardinale decano Giovanni Battista Re nell’omelia della messa esequiale per Papa Francesco, applaudito dai fedeli. “Costruire ponti e non muri: è un’esortazione che egli ha più volte ripetuto e il servizio di fede come Successore dell’Apostolo Pietro è stato sempre congiunto al servizio dell’uomo in tutte le sue dimensioni”, ha aggiunto. “La decisione di prendere il nome Francesco apparve subito come la scelta di un programma e di uno stile su cui egli voleva impostare il suo Pontificato, cercando di ispirarsi allo spirito di San Francesco d’Assisi“.
In 250mila al funerale

In 250mila si sono radunati in piazza San Pietro al Vaticano per assistere al funerale di Papa Francesco, celebrato nella Basilica. In 400mila in tutta la città. Al termine delle esequie, che si sono concluse attorno alle 12.15, il feretro del Romano Pontefice Francesco, a bordo della “Papamobile” scoperta, è stato scortato nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore per la tumulazione. Ha attraversato le vie della Capitale tra due ali di folla tra gli applausi. Rito presieduto dal cardinale Kevin Joseph Farrell, Camerlengo di Santa Romana Chiesa. Nessun problema di sicurezza: “Abbiamo dato una bella immagine del sistema Italia”. le parole del ministro dell’interno Matteo Piantedosi rispetto al piano straordinario di gestione dell’evento messo in piedi nel giro di pochi giorni.

