di Fabrizio Iseni*
I funerali del Papa sono un evento di portata mondiale e rappresentano non solo l’omaggio dovuto a un capo di Stato dai leader di tutti i Paesi, come prescrive il cerimoniale, ma soprattutto al capo della Chiesa Cattolica e rappresentante di Cristo sulla terra. La morte di un Pontefice segna dunque l’inizio di un rituale millenario, caratterizzato da una precisa simbologia, che culmina nel Conclave e nell’elezione del nuovo successore di Pietro.
Dopo l’annuncio del decesso a tutto il mondo e le campane di ogni chiesa del pianeta che suonano rintocchi a martello, Roma si prepara a due eventi: il pellegrinaggio del popolo dei credenti per rendere omaggio alla salma in San Pietro, e poi i solenni funerali. Ed è qui che il cerimoniale diventa rigoroso. Come mi è stato chiesto da più persone, in virtù della mia esperienza al fianco di alcuni alti prelati, faccio il punto su ciò che prevede il protocollo.
Il funerale papale avviene secondo l’antica tradizione della Missa poenitentialis cioè la Santa Messa penitenziale, che viene celebrata in San Pietro alla presenza delle delegazioni di Stato provenienti da tutto il mondo. L’ultimo saluto a Papa Francesco verrà dato, come noto, sabato 26 aprile alle 10. I primi ad ufficializzare la propria presenza sono stati il presidente ucraino Zelensky, il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Scholz, il presidente degli Stati Uniti Trump con la first lady, il presidente brasiliano Lula, la presidente della Commissione europea von der Leyen e ovviamente Giorgia Meloni e Sergio Mattarella.
Anche le diatribe politiche mondiali si fermano e si inchinano di fronte al feretro del Pontefice, e i leader saranno l’uno accanto all’altro.
E poi Javier Milei, presidente dell’Argentina, il principe William che – salvo cambiamenti – guiderà la delegazione del Regno Unito insieme al premier britannico Starmer. Hanno confermato inoltre la propria presenza i monarchi spagnoli Felipe VI e Letizia, il Re e la Regina del Belgio Filippo e Matilde, il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I. E poi il cancelliere austriaco Stocker, il presidente della Repubblica portoghese Rebelo de Sousa. Il presidente russo Putin non parteciperà perché su di lui pende il mandato di arresto (anche sul territorio italiano) emesso dal Tribunale Penale Internazionale dell’Aia, pertanto sarà presente una delegazione russa ad alto livello, ma non Putin.
Ma cosa prevede il protocollo, nello specifico, per il rito funebre di livello mondiale? Piazza di San Pietro, gremitissima, verrà suddivisa in settori. Le primissime file, vicino al feretro, saranno riservate ai leader e alle delegazioni mondiali, e i posti stabiliti e assegnati dalla Santa Sede secondo un protocollo strettamente riservato. Accanto, sull’altro lato, ci saranno i cardinali e gli alti prelati, e dietro i sacerdoti e le suore provenienti da tutto il mondo (per i funerali di Papa Ratzinger erano 3.700). Uno spazio ad hoc, in un settore privilegiato, sarà dedicato ai circa mille giornalisti accreditati dalla Santa Sede, che arriveranno a Roma da ogni angolo del pianeta, perché i funerali del Papa sono un evento di portata planetaria. Una moltitudine, quella che si riunirà in San Pietro, che dovrà essere protetta da un apparato di sicurezza imponente. Più indietro ci saranno i fedeli e se ne prevedono decine e decine di migliaia, che potranno seguire le esequie anche sui maxischermi.
Al termine del rito funebre, il cerimoniale prevede il trasferimento della salma nella Basilica di Santa Maria Maggiore per la tumulazione, evento conclusivo che aprirà le porte al Conclave. Come stabilito dalla Universi Dominici Gregis, ossia dalle norme per l’elezione del nuovo Papa, per procedere alla scelta del nuovo Pontefice si dovrebbero attendere un minimo di quindici giorni, per consentire a tutti i cardinali elettori di giungere a Roma, ma il Collegio dei Cardinali ha la facoltà di anticipare l’inizio se sarà già constatata la presenza di tutti.
*editore di Malpensa24
