Bosco di Gallarate, gli ambientalisti aprono una colletta per le spese legali

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GALLARATE – Due giorno dopo lo sgombero del bosco di via Curtatone a Gallarate, gli ambientalisti tornano a far sentire la propria voce. In una lunga nota, gli attivisti che da inizio agosto hanno presidiato l’area – dentro e fuori – per impedire la realizzazione del nuovo campus scolastico di Cascinetta e Cajello, ripercorrono attimo per attimo il giorno in cui sono incominciate le operazioni del taglio degli alberi. Raccontano la loro battaglia e le energie che hanno investito. Ma parlano anche delle spese sostenute e delle azioni legali affrontate e da affrontare. «La mobilitazione a difesa del bosco di via Curtatone – si legge in fondo al documento – è stata pesantemente repressa sia penalmente che economicamente (fogli di via, multe, denunce)». Ecco perché ora chiedono sostegno a chi finora ha sposato la causa: «Per far fronte alle spese legali collettivamente e non lasciare nessuno indietro, invitiamo a donare alla cassa comune di solidarietà “Rizoma”».

La voce degli attivisti

In un lungo sfogo, gli ambientalisti ripercorrono – secondo il loro punto di vista – tutta la giornata di giovedì scorso, quando è stato sgomberato il bosco di via Curtatone. Più di due pagine fitte, in cui vengono sottolineate presunte irregolarità svolte dalle autorità e dalle forze dell’ordine per liberare l’area boschiva. Si tratta della loro versione dei fatti. Al termine della lunga nota chiedono solidarietà economica per far fronte alle spese di natura legale che deriveranno dagli sviluppi giudiziari della vicenda.

Gallarate, sgombero del bosco di via Curtatone: forte tensione tra polizia e ambientalisti

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