GALLARATE – «La mediazione posta in essere, per quanto mi riguarda, è assolutamente decaduta». Tranchant il sindaco Andrea Cassani. Il termine posto agli ambientalisti per lasciare il bosco di via Curtatone a Gallarate – anche grazie all’intervento del prefetto Salvatore Pasquariello – doveva essere questa mattina, 16 settembre. Scadenza mancata: «Questi soggetti sono ancora dentro l’area». Ecco perché il primo cittadino ha deciso di interrompere qui ogni forma di dialogo con i comitati in presidio e tirare dritto con i lavori per la realizzazione del nuovo campus scolastico tra Cajello e Cascinetta.
La mediazione? «Assolutamente decaduta»
Il sindaco è tornato sulla questione di via Curtatone durante la puntata settimanale del Caffè scorretto. Dove ha ricordato che il termine previsto per liberare l’area non è stato rispettato: «Andremo avanti sicuramente con la scuola», è la premessa di Cassani. Ora la mediazione è «assolutamente decaduta» e «non ascolteremo più le istanze di questi soggetti, la cui parola vale evidentemente nulla». Perché, ha aggiunto, «se non sono in grado di mantenerla nemmeno davanti a un accordo fatto dal prefetto, allora le valuto per quello che hanno dimostrato essere».
Una «questione politica»
Come ha già sottolineato, secondo il sindaco è «solo una questione politica». E come Comune «abbiamo già provveduto a denunciare le persone dentro all’area». Già mercoledì verrà portata in giunta una delibera «con cui andremo a chiedere i costi in più che stiamo sostenendo per i ritardi». Fino all’affondo: «Non so perché tante di queste persone siano ancora a piede libero. Credo che la magistratura debba fare le proprie verifiche e la questura possa procedere. Chi impedisce di portare avanti un cantiere, chi lancia i sassi alle forze dell’ordine, chi occupa un’area senza aver alcun titolo per me non dovrebbe rimanere a piede libero». La parte «buona», conclude Cassani, «è che mi pare che anche le opposizioni consiliari concordino sulla bontà dell’iniziativa avvenuta all’interno della mediazione».
Dopo la manifestazione
Nel frattempo, ieri – 15 settembre – c’è stata la manifestazione degli attivisti: «In piazza, non c’erano molti gallaratesi: sono persone dei centri sociali», ha poi commentato Cassani. «Mi dispiace che la città venga intasata da questi soggetti che a Gallarate non vorremmo più vedere». Di più: «Faremo in modo che tornino nei loro Comuni, dai loro genitori. A cui sono umanamente vicino per quello gli tocca avere in casa». Ciò che «dispiace» è che «tanti hanno dovuto subire dei ritardi per il traffico in centro». Il tutto, «contestando che ci fossero soggetti a volto coperto: ho fatto notare anche ai miei agenti di polizia locale che non fosse il massimo». Ma in ogni caso si trattava di «una manifestazione controllata dalle forze dell’ordine e dalla questura». Ora il prossimo passaggio: «Abbiamo già chiesto in prefettura di discutere questo mancato accordo, per fare in modo che l’area sia liberata al più presto da questo soggetti. Rispedendoli da dove sono venuti».
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