GALLARATE – Il Centro antiviolenza resterà nel cuore di Gallarate, all’interno di Palazzo Borghi. È il risultato della collaborazione fra l’assessorato ai Servizi sociali – nella persona di Chiara Allai – e Cinzia Di Pilla di Eva Odv. Infatti, lo sportello che accoglie le donne vittime di violenza si trova attualmente nella sede della polizia locale, dove venne collocato nel 2018 dall’allora assessore Francesca Caruso (Sicurezza). A breve, però, gli agenti verranno trasferiti in via Aleardi. Per questo motivo a Gallarate si sono messi subito al lavoro per trovare una soluzione, un nuovo posto sicuro e centrale dove raccogliere testimonianze e richieste d’aiuto.
«Lavoro, collaborazione, stima»
«Lavorare, creare un rapporto di collaborazione e stima. E, quindi, pensare ai progetti per il futuro». Per l’assessore Allai è questa la ricetta che porta a ottenere dei risultati. Ed è la strategia adottata ora per individuare un luogo che ospiti il Centro antiviolenza. «Ci siamo attivati già da settimane, in silenzio, non appena in maggioranza abbiamo condiviso lo spostamento del comando: il mio assessorato e Eva Odv sono stati a stretto contatto e si sono supportati». E, alla fine, «abbiamo individuato gli spazi ideali per trasferire l’associazione in Comune, a Palazzo Borghi».
«Un posto sicuro»
La collaborazione fra i Centri antiviolenza e i Servizi Sociali è sempre più solida. E individuare lo spazio più idoneo per ospitare uno sportello – in termini di protezione dai rischi, soprattutto – è un fattore fondamentale. Lo spiega Di Pilla: «Non esiste una location più adeguata di un’altra, che sia la sede della polizia locale o una sala in Comune. Ciò che conta davvero è che sia sicura». E Palazzo Borghi rappresenta quel posto: «C’è una portineria, gli accessi sono controllati e non si dà nell’occhio». Insomma, «un posto riservato, bello e confortevole: nostro. Ecco, lavorare in questo contesto è ciò che interessa a noi. E l’amminsitrazione di Gallarate è molto attenta, mi fido di loro».
I numeri
L’obiettivo di Eva Odv, ora, è «lavorare con serenità». E ancora: «Stiamo facendo molto, in particolare in questo periodo. Il periodo delle festività, infatti, è più delicato e le violenze si accentuano perché si passa più tempo in famiglia». Lo confermano i numeri: al 30 ottobre, a Gallarate, si registravano circa 220 accessi, «ma tra novembre e dicembre è stato uno sfacelo». Soprattutto, continua Di Pilla, «si è abbassata molto l’età delle persone che subiscono violenze. Già a ottobre un buon 10% degli accessi erano da parte di ragazze sotto i 20 anni». Per tutti questi motivi proseguono gli inserimenti in casa rifugio, ma anche i progetti di empowerment e le iniziative di sensibilizzazione nelle scuole.
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