GALLARATE – «I consiglieri di maggioranza dovrebbero fare una riflessione e capire che si sono fidati di un sindaco, Andrea Cassani, che sull’aspetto sanitario non sta svolgendo il suo ruolo. E si si dovrebbe dimettere». Tuona Giovanni Pignataro, capogruppo del Pd. Sale la tensione sul caso sull’Ospedale di Comunità, dopo la notizia che i 40 posti letti saranno collocati a Somma Lombardo. Le reazioni passano anche dalle forze di opposizione di centrosinistra, che questa sera – 23 ottobre – si sono riunite davanti al Sant’Antonio Abate per prendere posizione. «La situazione è disperata, bisogna fare qualcosa tutti insieme».
Pd all’attacco
Non solo per l’Ospedale di Comunità, il centrosinistra lancia l’allarme in merito a tutto il “pacchetto” del Sant’Antonio Abate e sul suo futuro. «Siamo sconcertati», le parole del capogruppo dem. «L’ultima Commissione ha dato coscienza di una realtà disperata: Regione Lombardia, attraverso l’Asst, ha fatto sapere che non terrà pressoché nessun servizio territoriale sanitario qui». Le richieste avanzate dalla maggioranza con una mozione a luglio «sono state integralmente disattese». E ancora: «Cassani sembra soddisfatto, perché Regione ha accolto gran parte di quelle proposte: dicendo così dimostra di essere, ancora una volta, incapace di esprimere con forza – la stessa che usa in tutti gli ambiti della sua attività politica – la difesa del presidio sanitario di Gallarate». L’attacco: «Accetta l’ospedale unico, ma anche che l’area venga totalmente dismessa. E si dimentica di garantire i servizi minimi territoriali che mai staranno in Villa Sironi e in corso Leonardo da Vinci». Guarda tutta l’intervista:
«A noi le briciole»
«A noi restano soltanto le briciole», il commento di Cesare Coppe (Città è Vita) sulla collocazione dei 40 posti letto dell’Ospedale di Comunità a Somma. «Una cosa molto grave, pare che anche la maggioranza se ne sia resa conto». Aggiunge: «Non abbiamo più potere negoziale, perché la città è sempre stata asservita al vertice regionale». Il risultato, dice, è «sotto gli occhi di tutti: un fallimento totale». Quindi la richiesta è rivolta ai consiglieri di maggioranza: «Forse, in maniera un po’ ingenua, avevano dato fiducia al sindaco perché ottenesse il meglio per Gallarate. Ora si esprimano e si pongano dalla parte dei cittadini e della loro salute».
Presente anche Margherita Silvestrini (Pd): «Alla fine, sopra le teste di tutti c’è Regione Lombardia. Che decide la destinazione degli immobili del Sant’Antonio Abate e delle aree limitrofe».
Il medico interviene
Più tecnico Michele Bisaccia (Lista Silvestrini), che ha affrontato la questione anche in qualità di medico: «Come temevamo la gigantesca bolla di sapone, gonfiata per anni da promesse vane, è esplosa». Ha parlato di «sparizione del nostro ospedale in favore di quello unico». E ha sottolineato che l’attuale distretto di Gallarate «prenderà il nome di Casa di Comunità, dove verranno inseriti pochi servizi aggiunti e alcuni di dubbia utilità». In più, ha detto, «all’interno dell’attuale sedime rimarrà una miseria di servizi aggiuntivi, sempre di di dubbia utilità». Si è concentrato poi sulla «necessità di potenziare la medicina territoriale», oltre all’aspetto della «riabilitazione intensiva». Fino alla questione dei «medici di famiglia che sono abbandonati da diversi punti di vista». I dettagli nel video sotto:
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