GALLARATE – Poco più di un centinaio di persone, bomber nero d’ordinanza, con lo striscione pro remigrazione ad aprire il presidio che, alle 17.30 di oggi, domenica 30 novembre, è andato in scena in piazza Garibaldi a Gallarate. Una manifestazione annunciata quanto osteggiata sia da buona parte della società civile cittadina che dalla politica e svoltasi davanti a un imponente servizio d’ordine in una piazza blindata.
«Devono stuprare te e tutta la tua famiglia»
Momenti di tensione verbale al termine della manifestazione tra un remigratore e una signora di Gallarate che, dopo aver visto il manifestante fare il saluto romano lo ha apostrofato. Lui per tutta risposta le avrebbe detto: «Devono stuprare te e tutta la tua famiglia». L’episodio è stato subito circoscritto dall’intervento della polizia.
Remigrazione e politica
Il presidio è stato promosso dal Comitato Remigrazione e Riconquista che nelle ultime settimane aveva già organizzato manifestazioni simili a Novara, Varese (ai Giardini Estensi) ma anche a Ravenna e Latina. A Gallarate il Comitato è sceso in piazza richiamando lo stupro consumatosi in città lo scorso 21 novembre quando all’alba un 35enne di origine gambiana ha aggredito una 43enne diretta al lavoro. «Quanto accaduto dimostra che non si può più rimandare: la sicurezza degli italiani deve tornare al centro delle scelte politiche», avevano affermato gli esponenti del Comitato annunciando il corteo.
Una legge per la Remigrazione
Al grido di «l’Italia agli Italiani e Gallarate e ai gallaratesi» la manifestazione ha promosso «una legge sulla remigrazione che sarà proposta a febbraio attraverso una petizione popolare» una legge «possibile che stanno cercando di ostacolare in tutti i modi. Questa piazza dimostra che non ci riusciranno».
Attacco al PD Pignataro
«Questa mattina – ha aggiunto uno dei portavoce – il consigliere del Pd Giovanni Pignataro ha detto che lo stupro è fascista. Mi fermo qui. Altri hanno detto che questa manifestazione è un problema per i commercianti, capito? Questa manifestazione, non chi stupra e rapina, ma chi vuole portare ordine».
