GALLARATE – «L’unità dei cristiani è un obbligo per i cristiani. Cristo lo chiede. La Chiesa lo chiede». Solo uno dei temi affrontati da Roberto Formigoni, fondatore e presidente dal Movimento Popolare dal 1975 al 1987, ma anche deputato europeo, deputato e senatore del Parlamento Italiano. Oltre che presidente di Regione Lombardia dal 1995 al 2013. Ne ha parlato ieri, 3 gennaio, ospite alle Scuderie Martignoni di Gallarate per l’evento organizzato dal Centro Culturale Tommaso Moro. Un’occasione per toccare più temi, dalla politica all’impegno dei giovani. Fino alla sanità, questione spesso centrale del dibattito pubblico.
I giovani e la politica
L’incontro ha permesso di ripercorrere il racconto tracciato nel volume Movimento Popolare. Materiali per una storia. Il libro – di Rodolfo Casadei, Gian Franco Lucini e, appunto, Formigoni – recupera gli elementi essenziali dell’esperienza del Movimento Popolare, discutendo di attualità e della presenza dei cattolici nella vita pubblica italiana. In sala era presente anche il sottosegretario di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo.
Fra i temi affrontati, anche il ruolo dei giovani e il loro impegno attivo: «Cinquant’anni fa, la generazione di chi aveva 20 e 25 anni e era capace di essere presente dentro le battaglie dell’epoca». Allora, «andare nelle scuole in università significava sfidare la presenza dei gruppi extraparlamentari di sinistra, che negavano l’agibilità politica a CL». Un lungo elenco di azioni si sono susseguite, ga detto, poi riassunte nel «mucchio» delle cose «importanti», che vogliono riproporre perché «oggi i valori sono gli stessi di ieri».
Il ritorno in politica? «No, grazie»
Uno sguardo è rivolto a quel mondo della politica che per anni è stato rappresentato dai due partiti maggioritari come la DC o il Popolo delle Libertà. Che fine ha fatto, oggi? «Ciò che è venuto ha portato i cristiani – e anche i miei amici di CL – a disperdersi in vari partiti. L’importante è che sappiano essere uniti: l’unità dei cattolici è un obbligo. Cristo lo chiede, la Chiesa lo chiede. Bisogna essere insieme». Ciò non significa, comunque, che Formigoni possa tornare alla politica attiva. Anzi, per il momento respinge ogni possibilità: «Ho già fatto 36 anni di presenza nelle istituzioni». Insomma, «in questo momento non c’è la mia disponibilità».
Fino alla questione Sanità: «Purtroppo i cittadini si lamentano. E giustamente. Il sistema è mal amministrato. In tutta Italia e anche in Lombardia ci sono pecche che andrebbero superate».
Gallarate, Formigoni e Zola raccontano la storia del Movimento Popolare
