Gallarate, l’ira di Cassani: “In giunta c’è chi non rende, pretendo il massimo”

gallarate sindaco assessori
Gli assessori nel mirino di Andrea Cassani: Sandro Rech, Belinda Simeoni, Germano Dall'Igna

GALLARATE – Sale la tensione tra il sindaco e gli assessori di Gallarate. Sale a mille per le intemerate che il sindaco Andrea Cassani riserva ai suoi più diretti collaboratori di giunta. L’ultima è di questa mattina, 13 luglio, nei confronti di Sandro Rech, responsabile dell’Urbanistica. Toni accesi, accesissimi, parole grosse e grasse, a quanto pare, per una vicenda di procedure rispetto ai question time del consiglio comunale, tra l’altro in agenda domani 14. Un pretesto, per dirla in un altro modo, che è servito al primo cittadino leghista per richiamare a una maggiore, efficiente attenzione amministrativa il suo compagno di partito.

“E’ vero – conferma Cassani – dagli assessori pretendo il massimo, soprattutto da chi è lì da nove anni e non ha ancora capito alcuni aspetti del suo ruolo. Ma Rech è soltanto l’ultimo destinatario delle mie osservazioni”. Cioè? “Nei giorni scorsi ho avuto modo di soffermarmi sul lavoro di Germano Dall’Igna e Belinda Simeoni. Che si capisca che tutti devono rendere al cento uno per cento, come cerca di fare il sottoscritto in favore della città e dei suoi cittadini. Per ottenere questo obiettivo non guardo in faccia a nessuno, deve essere ben chiaro”.

Boom! Ciò significa che più di qualcosa non gira come dovrebbe nell’esecutivo di Palazzo Borghi: Cassani ne ha davvero per tutti: per il leghista Rech, per il meloniano Dall’Igna e per la forzista Simeoni. Manca meno di un anno alla fine del mandato, mesi decisivi per il bilancio della giunta di centrodestra che, sottolineamolo senza infingimenti, in alcuni settori sembra andare a scartamento ridotto. Rech gestisce un comparto delicato come il territorio: Gallarate non ha mai rinnovato il documento di programmazione urbanistica, per dirne una. Una lacuna non proprio marginale. Dall’Igna “governa” la Polizia locale e, quindi, la sicurezza. Tutto bene? Mah. Simeoni, infine, subentrata da pochi mesi a Rocco Longobardi, ha in carico il commercio, un ambito in difficoltà che richiede la massima concentrazione della parte comunale.

Questo per la cronaca. Cosa ci sia in concreto che non vada, a questo punto dovrebbe essere spiegato direttamente da Palazzo Borghi. Noi ne prendiamo atto, riferendo ciò che sta accadendo, com’è nostro dovere. Certo, è il momento per la politica di stringere i tempi, concludere i lavori in corso, presentare un resoconto operativo che convinca i cittadini a ridare fiducia al centrodestra. Situazione che dovrebbe in primis interessare i partiti che esprimono gli assessori. Per diversi aspetti è comprensibile l’atteggiamento ammonitorio del primo cittadino, responsabile dell’intera macchina amministrativa, in un periodo politicamente tormentato anche per la sua Lega e nel mezzo del bailamme provinciale per la scelta dei candidati a sindaco alle prossime elezioni. Non va dimenticato che Cassani è anche il segretario leghista del Varesotto, un incarico tutt’altro che insignificante soprattutto ora.

Che poi la sua ira (di questo si tratta) sia generata soltanto dal contesto politico non possiamo crederlo: a volte non basta essere nominati assessori per considerarsi all’altezza del compito assegnato. Ma questo è un discorso più ampio, che non riguarda soltanto Gallarate. Da rilevare in conclusione che Sandro Rech ha smentito recisamente le voci diffusesi nel pomeriggio di sue dimissioni dopo la clamorosa tirata d’orecchie ricevuta dal sindaco. “Io vado avanti – ci ha detto – ho ancora molto lavoro da fare”. Appunto.

gallarate sindaco assessori – MALPENSA24

 

Visited 2.236 times, 1 visit(s) today