GALLARATE – Forza Italia (o meglio sarebbe dire metà Forza Italia) è stato l’unico partito della maggioranza di Gallarate ad avere accettato l’invito delle opposizioni a partecipare all’assemblea pubblica sul futuro dell’ospedale cittadino indetta ieri sera 12 novembre alle Scuderie Martignoni. Un distinguo di cui il commissario Nicola Mucci ha detto di andare fiero («Mi fa piacere di essere l’unico ad aver risposto positivamente») e che appare come il primo movimento tellurico di un terremoto che sta scoppiando all’interno del centrodestra. E’ stato proprio lui stesso ad annunciarlo alla platea: «C’è una differenza, io credo che si noterà e si svilupperà certamente nei prossimi anni».
La mozione spaccatutto
Forse non bisognerà nemmeno aspettare così tanto, perché il consiglio comunale questa sera discuterà la mozione urgente depositata ieri mattina da Forza Italia (firmata soltanto da Belinda Simeoni e non dal capogruppo Calogero Ceraldi, più vicino alla corrente filogovernativa che fa riferimento al vicesindaco Rocco Longobardi) con cui si impegna il sindaco Andrea Cassani a non firmare il secondo accordo di programma (quello relativo alla rigenerazione urbana del Sant’Antonio Abate) nel caso non arrivassero precise garanzie sulla collocazione dell’Ospedale di comunità a Gallarate. Secondo Mucci, le rassicurazioni arrivate «miracolosamente» poche ore dopo dal governatore Attilio Fontana sarebbero proprio la conseguenza della loro mozione, tant’è vero che alla platea non ha saputo dire a questo punto come i berlusconiani si comporteranno in aula stasera: «Vedremo, vedremo, vedremo». Ha inoltre aggiunto che la decisione di «rompere gli indugi» ieri mattina era arrivata dopo che «qualcuno (l’assessore regionale di Fratelli d’Italia Francesca Caruso, ndr) è andato sui giornali preannunciando che Guido Bertolaso sarebbe venuto in visita pastorale a Gallarate come fosse la Madonna dell’Immacolata».
I retroscena
Contro la Lega, contro Fratelli d’Italia. Insomma, è un Mucci contro tutto e tutti. Ed è il risultato di mesi di malumori sottaciuti in coalizione che ha deciso di raccontare al pubblico delle Scuderie Martignoni. A partire dal voto consigliare di fine luglio («ho provato ad arrivare a un documento unitario con le opposizioni ma sono stato un predicatore nel deserto, mi sono ritrovato nella solita bagarre») fino ad arrivare alla Commissione Sanità di ottobre, quando i vertici di Asst Valle Olona hanno presentato per il futuro del Sant’Antonio Abate «una prospettiva profondamente diversa rispetto al disegno condiviso tra la maggioranza e il direttore generale del Welfare di Regione Lombardia, perché adesso bisogna cominciare a fare i nomi e i cognomi delle persone». L’ex sindaco di Gallarate ha raccontato anche un retroscena riguardo alla mozione Astuti discussa settimana scorsa al Pirellone, ovvero di una contromozione («l’ho scritta io») che poteva trovare una condivisione unanime puntando proprio su un ripensamento complessivo dell’offerta sanitaria in città a partire dalla concentrazione dei servizi «assolutamente spropositata a mio avviso» all’interno della futura Casa di comunità di corso Leonardo da Vinci. «Ci viene detto No: si va in aula e si vota contro», ha raccontato Mucci. «Questa è stata la situazione». Cosa accadrà ora, è tutto da vedere.
Ospedale di Comunità a Gallarate, Astuti e Ferrazzi: «Da Fontana soltanto parole»
