Il futuro dell’ospedale di Gallarate divide la città. Lo scontro in aula

Gallarate ospedale consiglio comunale

GALLARATE – Richiesta. Invocata. Sperata. L’unanimità del consiglio comunale di Gallarate sulla proposta di riutilizzo del Sant’Antonio Abate non è stata raggiunta. Nella seduta di questa sera, 31 luglio, le forze politiche presenti in aula non sono riuscite a parlare con una voce sola sul destino del nosocomio cittadino una volta che sarà aperto l’ospedale unico di Beata Giuliana. 

La votazione

La mozione presentata da Ocg, lista civica di opposizione, come da previsione è stata votata da tutta la minoranza ma bocciata dal centrodestra (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lista Cassani, Centro popolare). «Ci sono palesi argomentazioni che non ci consentono di avallarla», ha detto il consigliere centrista Luigi Galluppi facendo proprio il pensiero di tutta la maggioranza. «Un Pronto soccorso in città, a pochi chilometri dal nuovo ospedale, non è accoglibile innanzitutto per la sicurezza dei cittadini», ha aggiunto Michele Aspesi (Lc), entrando nel merito di una delle numerose questioni tecniche sollevate da Massimo Gnocchi (Ocg). Di contro il documento del centrodestra, con la richiesta a Regione Lombardia di mantenere una “Cittadella della salute” all’interno del sedime del nosocomio cittadino (LEGGI QUI il documento completo) è stato votato soltanto dalla maggioranza dopo aver bocciato gli emendamenti presentati da +Gallarate, Ocg e Pd con Lista Silvestrini e CèV. 

La discussione

«Abbiamo perso un’occasione per dimostrare a tutti che stiamo parlando della stessa cosa e che siamo motivati tutti dagli stessi interessi», ha commentato Sonia Serati (+Gallarate), il gruppo più dialogante tra le opposizioni cittadine. «Le motivazioni francamente mi sfuggono, ma è il fallimento della nostra attività in quest’aula».
Parole che non trovano d’accordo il sindaco Andrea Cassani: «Da parte nostra c’era la volontà di discuterne a settembre. I tempi ci sarebbero stati. Invece siamo qui perché con una forzatura politica (il consiglio comunale è stato convocato su richiesta delle opposizioni, ndr) ci avete fatto venire il 31 luglio a discutere il contenuto miserrimo della mozione di Gnocchi».
«In un mondo rispettoso una maggioranza ha il diritto di bocciare un emendamento, ma motivando la propria scelta», ha dichiarato il capogruppo dem Giovanni Pignataro, sottolineando la mancanza di dialogo. «Con questa chiusura totale si è persa un’occasione. C’è preoccupazione tra i gallaratesi sul futuro del loro ospedale, perché quanto avvenuto a Legnano è sotto gli occhi di tutti».
«Avrei votato a favore a fronte dell’accoglimento di emendamenti ragionevoli che ritengo cruciali», ha aggiunto Cesare Coppe (CèV). Subito dopo hanno preso la parola Calogero Ceraldi per Forza Italia («Avremmo auspicato una convergenza ampia su un argomento così delicato: ci rammarica ma non è dipeso dalla ostilità del nostro partito») e Luca Sorrentino di Fratelli d’Italia («Mai stati supini a Regione Lombardia e questo documento lo conferma»). Dai banchi opposti Massimo Gnocchi (Ocg): «I cittadini si sono espressi con una petizione di 13mila firme e una manifestazione oceanica che non si vedeva da tempo: ci sarà modo e tempo di verificare se sarà corretta la vostra idea o la nostra». In chiusura Stefano Deligios (Lega): «Non ho sentito alcuna critica sul contenuto, ma solo sul metodo. Devo dedurre che la nostra mozione è perfetta».

La richiesta: nel futuro dell’ospedale di Gallarate una “cittadella della salute”

 Gallarate ospedale consiglio comunale – MALPENSA24
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