GALLARATE – Una convergenza è possibile. Il futuro dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Gallarate sarà al centro del prossimo consiglio comunale di mercoledì 31 luglio, quando verranno discusse sia la mozione del centrodestra (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Centro popolare, Lista Cassani) contenente le proposte della maggioranza per il futuro riutilizzo dell’attuale sedime ospedaliero, sia la mozione presentata da Obiettivo Comune Gallarate. E proprio la lista civica di minoranza di Massimo Gnocchi, ieri 24 luglio in conferenza stampa non ha lesinato critiche ma ha aperto alla possibilità di trovare un accordo.
I punti di convergenza
La formula per arrivare all’unanimità è ancora da trovare (uno dei due testi verrà ritirato e l’altro emendato?), ma secondo Gnocchi sono imprescindibili alcune modifiche all’attuale ventaglio di proposte presentate dal centrodestra gallaratese lunedì pomeriggio in Regione. Tra queste il mantenimento di un presidio di Pronto Soccorso in centro città, l’inserimento nel testo di una percentuale precisa di padiglioni da mantenere con vocazione sanitaria e infine l’utilizzo nel documento di termini più perentori perché oggi la mozione del centrodestra «è troppo morbida». E precisa: «Il testo deliberativo non ci vede concordi, perché dice che “impegna il il sindaco a sostenere le proposte”. Una espressione troppo vaga rispetto alla volontà del consiglio comunale. Il testo deve essere migliorato nel merito e nella qualità di ciò che viene richiesto».
Tempi e colombe
Ocg chiede alla maggioranza lo sforzo della condivisione («Alle colombe dico questo: siate coraggiosi, perché le persone chiedono questo») e invita a fare presto. «Gli ospedali non vanno in vacanza e nello studio Arexpo si parla di tre step, di due, tre e sette mesi. I primi due mesi sono già passati, i tre terminano a fine agosto: per questo c’è urgenza di discuterne. Queste scadenze sono nei documenti che tutti i consiglieri dovrebbero conoscere».
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