GALLARATE – Villa Calderara è di nuovo in mano al Comune di Gallarate. La convenzione con Fondazione Exodus sottoscritta dieci anni fa dalla giunta Guenzani è scaduta lo scorso 10 ottobre e l’attuale amministrazione di centrodestra ha ritenuto che non ci fossero i presupposti per rinnovarla. I profughi gestiti dalla cooperativa che fa riferimento a don Antonio Mazzi nei giorni scorso hanno dunque liberato gli spazi che abitavano ormai da tempo e le chiavi sono state riconsegnate a Palazzo Borghi.
Profughi in villa
Affidata a Exodus, Villa Calderara secondo gli accordi sottoscritti nel 2013 sarebbe dovuta diventare la sede di interventi a favore di adolescenti e giovani in difficoltà, di iniziative formative per gli adulti e di prevenzione alla dispersione scolastica, oltre che location da affittare per eventi e cerimonie. La Fondazione avrebbe dovuto inoltre effettuare lavori di manutenzione e ristrutturazione per un valore complessivo di circa 450mila euro, ma è evidente che sia sotto il profilo strutturale sia in merito all’attività sociale che effettivamente è stata svolta il Comune ha ritenuto che l’attuazione dell’accordo non è stata completamente soddisfatta.
Il futuro
Il futuro di Villa Calderara è ora tutto da scrivere. «Valuteremo il da farsi», dice il sindaco Andrea Cassani. «Abbiamo alcune idee, ne discuteremo nei prossimi giorni in maggioranza». Qualunque sarà il destino dell’immobile, è palese che sarà necessario intervenire con investimenti importanti. Sono però altrettanto lampanti le potenzialità della struttura, storica villa tra Cedrate e Cassano Magnago che fu casa di campagna di una nota famiglia gallaratese prima di essere ceduta al Comune. Immersa in un parco di circa 28.000 metri quadri, negli anni è stata una colonia, ha accolto gli sfollati del Polesine, è stata una scuola elementare, ha ospitato eventi e cerimonie e durante le vacanze è stata la sede del centro estivo comunale. Da tempo era ormai inaccessibile ai cittadini di Gallarate: riaprirla appare dunque una sfida ardua, ma anche un’opportunità.
