Colombo (FdI Gallarate): «Messaggi xenofobi lontani anni luce dal mio pensiero»

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GALLARATE – «La condanna dei fatti di Gallarate non implica necessariamente la negazione di legittime preoccupazioni riguardanti l’immigrazione». A dodici giorni di distanza dall’evento, continua a tenere banco il Remigration summit ospitato al Teatro Condominio. A intervenire questa volta è il presidente del consiglio comunale Marco Colombo (FdI), in risposta alla lettera del consigliere di opposizione Massimo Gnocchi (Ocg). L’esponente di Fratelli d’Italia spiega perché, da consigliere provinciale, ha bocciato la mozione di censura presentata da Forza Italia e Pd. 

La lettera di Colombo 

Di seguito la lettera integrale di Marco Colombo, presidente del consiglio comunale di Gallarate e consigliere provinciale:

Egregio Consigliere Massimo Gnocchi,

ho letto attentamente la sua lettera e desidero rispondere per chiarire alcuni punti che ritengo inaccurati, fuorvianti e pretestuosi come la mozione trattata in Consiglio Provinciale a cui si riferisce.

Innanzitutto, facendo un taglia e cuci, assembla un insieme di affermazioni decontestualizzate da un ragionamento che aveva un percorso ben più complesso. Lei afferma che come Presidente del Consiglio Comunale io stia veicolando un messaggio di stampo razzista e xenofobo e questo è lontano anni luce dal mio pensiero. Tuttavia, è importante sottolineare che il dibattito sull’immigrazione e sulle politiche ad essa correlate è complesso e non può essere ridotto a queste etichette. La condanna dei fatti di Gallarate non implica necessariamente la negazione di legittime preoccupazioni riguardanti l’immigrazione clandestina e regolare … si regolare perchè anche quest’ultima può celare dei rischi socio culturali da non sottovalutare, che potrebbero esplodere entro due o tre generazioni se non presi in seria  considerazione. La invito a leggere l’articolo di Repubblica del 22 maggio nel quale si parla della preoccupazione dei servizi segreti Francesi e sul rischio dell’imposizione della sharia.

Proseguendo, lei dice che ho impiegato dieci giorni per farmi un’opinione sui recenti eventi. Questo non significa che le mie considerazioni siano meno valide o che debbano essere squalificate. La prudenza e il ragionamento sono essenziali in questioni così delicate….. non tutti hanno la verità in tasca che spesso lei sbandiera come se fosse, tra l’altro, l’unica ed indiscutibile. Le sembrerà assurdo ma al mondo esiste qualcuno che non la pensa come lei. Non ho mai affermato che i “bravi ragazzi non abbiano tutti i torti”.. questa è una provocazione e le parole devono sempre essere interpretate con attenzione.

La sua affermazione secondo cui il termine “remigrazione” sarebbe sinonimo di deportazione appare eccessivamente semplificata. È fondamentale analizzare il significato e l’uso di tale termine nel contesto attuale, senza cadere nel rischio di generalizzazioni. La discussione su come affrontare l’immigrazione deve rimanere aperta e rispettosa.

Infine, la sua proposta di scuse e di riconoscimento di un errore da parte mia non tiene conto della pluralità di opinioni che caratterizza la nostra società. Il dialogo è essenziale, ma deve avvenire in un clima di rispetto reciproco, senza forzature.

Credo che sia opportuno continuare a discutere di queste tematiche in un contesto costruttivo, evitando di cadere in attacchi personali o in affermazioni infondate. La libertà di espressione, come lei giustamente sottolinea, è una questione seria e deve essere esercitata nel pieno rispetto delle diverse posizioni.

Ringraziandola nuovamente per avermi indicato quale deve essere il mio pensiero colgo l’occasione per un caloroso saluto.

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