Dobbiamo alzare le antenne anche a Gallarate sul controverso Remigration Summit, l’inquietante iniziativa che, secondo quanto riportato da alcune fonti di stampa, sarebbe in fase di organizzazione nella città di Gallarate. Il summit, che promuoverebbe la remigrazione forzata di cittadini stranieri – anche regolari – sulla base di presunti “valori etnici”, ha suscitato forti preoccupazioni anche fuori dalla città.
Occorre intervenire in modo deciso sulla vicenda, per questo abbiamo depositato un’interrogazione all’Amministrazione del sindaco Andrea Cassani (Lega Salvini) per fare luce sulla possibile organizzazione dell’evento sul territorio gallaratese.
Chiediamo se il Comune sia a conoscenza di eventuali arrivi in città da parte di partecipanti al summit e se siano già state individuate strutture ricettive nel territorio gallaratese per ospitare l’incontro. L’allarme nasce anche dal fatto che la stampa riporta che la fase organizzativa sia ormai conclusa e il summit degli aderenti alla piattaforma politica che dice di voler “restituire l’Europa ai suoi valori etnici tramite la remigrazione forzata di stranieri, regolari e non, non bianchi” si voglia svolgere presso un teatro cittadino.
Per questo chiediamo al sindaco e alla giunta quali azioni siano state messe in atto o si intendano intraprendere per tutelare l’immagine della città e per prevenire eventuali problemi di ordine pubblico e se ci sia l’intenzione di acconsentire tale raduno. Sottolineiamo con forza che Gallarate non può e non deve essere accostata a ideologie razziste o identitarie, ribadendo l’importanza dei valori democratici, europeisti e inclusivi che da sempre contraddistinguono la comunità cittadina. Gallarate è accogliente e contraria a ogni estremismo.
La nostra città ha una storia e un’identità profondamente radicate nella cultura liberale e democratica. Non possiamo permettere che Gallarate venga anche solo sfiorata da iniziative che fanno riferimento a teorie discriminatorie, che rischiano di compromettere l’immagine della nostra comunità e creare tensioni sociali. È una questione di responsabilità istituzionale.
Invito l’Amministrazione gallaratese ad agire con la massima trasparenza e determinazione, prendendo le distanze in modo netto da organizzazioni che propugnano messaggi razzisti o antidemocratici. La città deve dare un segnale forte di rifiuto rispetto a qualsiasi tentativo di strumentalizzazione ideologica che possa alimentare divisioni, paura e odio.
Sia la lista civica +Gallarate, sia Azione Lombardia e il segretario provinciale Franco Binaghi, sia Matteo Intermite con +Europa, auspicano che le voci sull’organizzazione del Remigration Summit si rivelino infondate. Spero di ricevere risposte chiare e tempestive. La politica non può restare in silenzio davanti a temi così delicati e Gallarate deve rimanere un esempio di città moderna, aperta e contraria a ogni forma di odio o intolleranza.
In un contesto politico in cui le sensibilità sul tema dell’immigrazione sono spesso strumentalizzate, la nostra voce liberale è responsabile della difesa dei valoricostituzionali e della dignità della comunità gallaratese, così come anche il consigliere Gigi Farioli di Busto Arsizio ha ripetuto in questi giorni sul tema nella città di Busto Arsizio.
Sonia Serati
Consigliere comunale di +Gallarate
Azione Lombardia
+Europa
Remigration Summit a Gallarate, le opposizioni: «Grave il silenzio di Cassani»
