GALLARATE – Lo scorso agosto, il capogruppo del Pd Giovanni Pignataro lo definì l’assessore all’immobilismo. Un appellativo che da un lato fa sorridere Sandro Rech, delegato all’Urbanistica della giunta Cassani, ma dall’altro lo rende «orgoglioso di essere in grado di tenere la barra dritta senza farmi influenzare dalle pericolose correnti». E aggiunge: «Chi ha orecchie per intendere….».
Il Pgt di Gallarate
E’ questo il passaggio più significativo della lunga nota di risposta che l’assessore, volto storico della Lega di Gallarate, ha preparato partendo dalla messa in vendita delle Officine di Gallarate da parte del Gruppo Fs. Un’occasione, secondo il Pd, che rischia di cadere nel vuoto perché in assenza di programmazione urbanistica si rischia di «perdere il treno», aveva denunciato Pignataro. Eaggiunse: «Se non si mette mano al Pgt, le Officine Fs resteranno nel degrado e non si potrà immaginare nessun futuro».
La risposta
Di seguito la risposta integrale di Sandro Rech:
Consigliere Pignataro mi consenta qualche divagazione sul tema.
Il Piano di Governo del Territorio è articolato nei seguenti atti:
- DOCUMENTO DI PIANO (documento con validità quinquennale, sempre modificabile) le cui previsioni trasformative sono scadute
- PIANO DEI SERVIZI (documento senza termini di validità, sempre modificabile)
- PIANO DELLE REGOLE (documento senza termini di validità, sempre modificabile)
Premesso che gli ambiti di trasformazione sono rimasti efficaci per tutta la durata di vigenza del PGT Guenzani, è doveroso domandarsi come mai nessuno si sia fatto avanti per realizzare quanto previsto e consentito. C’è anche da domandarsi se le destinazioni ammesse fossero quelle effettivamente richieste dal mercato o meramente dei voli pindarici che non tenevano conto dell’ubicazione delle aree. Ipotizzare residenze in fregio ad una linea ferroviaria non sembra proprio la location più appetibile. Logica vorrebbe che i luoghi siano vocati più ad una destinazione Logistica che sfruttasse appieno lo status.
Ciò premesso in presenza di specifiche richieste da parte della proprietà ed in presenza di reali e sostanziali vantaggi urbanistici e monetari per il Comune, nulla osta a verificare proposte concrete e addivenire ad una variante puntuale anche in assenza di un nuovo PGT.
L’area in oggetto, infatti, necessita di una profonda rivoluzione, principalmente viabilistica, ed in particolare la via Pacinotti di un consistente aumento di calibro in modo da potersi proporre come alternativa parallela a Viale Milano (soprattutto nell’ottica del futuro ospedale) e una diversa distribuzione dei fabbricati permetterebbe di ottimizzare l’accessibilità degli stessi.
Ritengo quantomeno singolare parlare di appetibilità residenziale di Gallarate in orbita Milano e poi sbandierare l’orrore di una città dormitorio come fa certa Sinistra. Il tessuto sociale di una città deve essere sempre un giusto mix di residenza e servizi ma la componente lavoro deve essere prioritaria se vogliamo evitare il dormitorio puro. Cercare di attrarre imprenditori seri e affidabili pur nella ristrettezza di terreni industriali data dalla volontà dell’amministrazione a garantire consumo zero di suolo, è fondamentale ed è nei nostri programmi.
In merito alle Sue ripetute insinuazioni mi piace ricordare la frase di Gattopardesca memoria “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Ergo preferiamo cambiare poco e cercare di adeguarci alle reali esigenze della città piuttosto che riprogrammare tutto rimanendo dopo tutto in una situazione di stallo. I tempi sono bui, il futuro prossimo imprevedibile e la tanto decantata programmazione rischia di ritorcersi in breve tempo contro chi l’ha messa in atto.
Tagliare i nastri caro consigliere Pignataro è sintomo di efficienza e progettualità come sta a dimostrare la rinascita dell’edificio degradato di via Bottini a costo zero per le casse comunali, (edificio da Voi ipotizzato come polo bibliotecario sostituito dalla rivoluzione in atto nelle biblioteche civiche).
Tutte le opere in cantiere oggi avranno un taglio del nastro ma questo non è “fuffa” ma frutto di precise strategie. Due nuove scuole, ciclabili, palazzetti, cittadelle dello sport, rotatorie sono fatti concreti, non parole sterili, che hanno comportato la necessità di modifiche dello strumento urbanistico. Il futuro della città passerà anche attraverso queste scelte.
La designazione da Lei affibbiatami di Assessore all’immobilismo da un lato mi fa sorridere e dall’altro mi rende orgoglioso di essere in grado di tenere la barra dritta senza farmi influenzare dalle pericolose correnti (chi ha orecchie per intendere….).
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