https://www.youtube.com/watch?v=FNiUpdPfeY0&t=28sGALLARATE – «La situazione della sicurezza in città è degenerata ed appare fuori controllo». I tre comitati gallaratesi di Futuro Nazionale 450, 487 e 816 rappresentati da Alessandro Frisoli, Vincenzo Esposito e Davide De Alberti, in accordo con i vertici del partito, «esprimono la seria preoccupazione per i fatti recentemente accaduti in zona stazione (nella foto in alto), ultimi, in ordine cronologico, di innumerevoli episodi». E chiedono la revoca dell’assessore alla partita Germano Dall’Igna, unico rappresentante in giunta di Fratelli d’Italia.
Un degno sostituto
Ricordando le recenti dichiarazioni del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Francesca Caruso («Il nostro partito può esprimere una classe dirigente in grado sicuramente di poter affrontare le sfide che abbiamo di fronte») i vannacciani sostengono che non sarà difficile per i meloniani «trovare un degno sostituto». Sotta accusa di Futuro Nazionale finisce Dall’Igna: «La mancanza di iniziative politiche volte ad una costante pressione verso le autorità preposte alla pubblica sicurezza denotano, a nostro avviso, la totale inadeguatezza dell’assessore a ricoprire tale incarico. Se non si è in grado di ottemperare a tale incarico, se non si è in grado di richiedere maggiori mezzi, se non si è in grado di attuare azioni mirate di polizia giudiziaria, in concerto con le altre forze di Polizia, sarebbe opportuno, per onestà intellettuale, fare un passo indietro».
La revoca
E’ di pubblico dominio che l’organico della Polizia Locale sia ampiamente sottodimensionato. «Questa intollerabile situazione è maturata – spiegano gli uomini di Vannacci – nonostante il Partito di riferimento all’assessorato detenga tale delega da più di dieci anni, ed è evidente che quanto fatto in questo lasso di tempo sia stato insufficiente». Il dito, ancora una volta, viene puntato su Fratelli d’Italia. E chiedono un intervento del primo cittadino. «I comitati si rivolgono al Sindaco Andrea Cassani chiedendogli di revocare la delega a suo tempo assegnata, cosa che, qualora non dovesse avvenire, significherebbe ai nostri occhi avallare l’operato dell’assessorato, e l’assunzione in prima persona della responsabilità politico-amministrativa della situazione».
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