GALLARATE – Ha patteggiato una pena a quattro anni il bengalese di 37 anni arrestato lo scorso 6 settembre per il tentato omicidio del coinquilino e connazionale di 50 anni accoltellato in un appartamento di via Vespucci a Gallarate. L’accordo raggiunto dalla difesa con il pubblico ministero di Busto Carlo Alberto Lafiandra è stato ratificato ieri, mercoledì 11 dicembre, dal Gup del tribunale bustocco Anna Giorgetti.
I fiori dietro all’aggressione
L’aggressione con un coltello da cucina sarebbe arrivata al culmine di un litigio per futili motivi. Due sarebbero le ragioni, almeno questo è quanto emerge dalle prime dichiarazioni. La prima verterebbe su una questione di soldi: aggredito e aggressore vendono fiori ai semafori o per strada. Non si tratterebbe di controllo di zone di vendita, ma una sorta di spartizione di fiori da vendere. La seconda ipotesi verte invece su una questione di privacy violata.
Nega gli addebiti
La discussione sarebbe nata da accuse reciproche per aver messo l’uno le mani nelle cose dell’altro. L’aggressione sarebbe avvenuta d’impeto al culmine del violentissimo litigio. Il 37enne ha però sempre negato gli addebiti.
