GAVIRATE – Tradito da una lacrima tatuata sul volto e dai suoi problemi con la giustizia. L’uomo, classe 1990, è stato condannato dal Tribunale di Varese a 1 anno e sei mesi di reclusione (più 500 euro di multa) per aver preso parte ad una rapina consumata ai danni di un 13enne fuori dal centro commerciale di Gavirate il 4 settembre del 2020.
«Dacci la collana»
Il ragazzino quel giorno era stato avvicinato dall’odierno imputato e da altri due, che con una scusa lo avevano convinto a seguirlo nel parcheggio e lì, con le minacce, si erano fatti consegnare la collana che il ragazzino inizialmente portava al collo, e che seguendoli aveva nascosto, intuendo il pericolo. Collana che, secondo i tre, sarebbe servita per saldare il debito contratto da un amico del 13enne: «Ci deve 150 euro, dacci la collana e non succede niente». Una scusa, come emerso dalla testimonianza della persona offesa davanti ai giudici del collegio.
Il riconoscimento
Quel giorno, subito dopo la rapina, il 13enne avvisò la madre e con lei si recò dai carabinieri di Gavirate, che dopo aver ascoltato la testimonianza del minore – che aveva parlato del tatuaggio sul viso di uno dei tre malviventi – andarono a colpo sicuro a casa del 30enne. L’uomo fu portato in caserma e lì la vittima della rapina confermò il riconoscimento. Poi, dalle informazioni raccolte ascoltando l’uomo fermato, i carabinieri risalirono ai suoi complici, entrambi minorenni.
L’autore materiale della rapina fu arrestato in un parco pubblico di Biandronno. Aveva della cocaina con sé. Ma della collanina rubata, nessuna traccia.
