C’è del buono nella cinquantina di sindaci dei consigli comunali dei ragazzi riuniti, lunedì 13 aprile, ad Albizzate per una sorta di convention sottolineata anche da un messaggio di Giorgia Meloni. Si tratta di un appuntamento che richiama la politica e, nello specifico, la politica del futuro. Riferimento scontato alla presenza dei giovani protagonisti in fascia tricolore, chiamati a ricoprire un domani ruoli istituzionali e, appunto, politici. E, prima ancora, preparati ai doveri di cittadini/elettori.
Il loro approccio a questo mondo che, oggi, non depone per rasserenanti commenti, è un aspetto sicuramente positivo, sia perché hanno l’opportunità di comprendere l’importanza della cosa pubblica e, soprattutto, sia perché acquisiscono nozioni che altrimenti non riceverebbero altrove o, al massimo, come a scuola o sui media, ne sentirebbero parlare negli scarsi momenti dedicati all’educazione civica. Lacuna inaccettabile per una serie di evidenti ragioni.
Giovani che rappresentano una promessa di impegno al di là di quanto accade fra molti dei loro coetanei, vittime di situazioni di disagio e violenza che purtroppo finiscono per sconvolgere e destabilizzare il tessuto sociale. Le cronache traboccano di episodi preoccupanti con al centro gli adolescenti. Il raduno di Albizzate dei sindaci junior offre una conferma e accende una speranza: non tutto volge al negativo. Esistono spazi di crescita culturale e politica come nei consigli comunali dei più piccoli, una sfida dentro un contesto generale e politico che è quello che è. Che getta e accoglie nella mischia chiunque, spesso senza una preventiva preparazione, per meriti di appartenenza o per mancanza di persone competenti disposte ad occuparsi della collettività.
Così, nei Municipi ci può andare chiunque, con effetti inaccettabili sia per quanto riguarda il confronto democratico sia per i modesti e, a volte, pessimi risultati operativi. Contesti dove domina l’arroganza e, troppo spesso, l’incompetenza. Dove, in alcuni casi, fanno premio gli interessi particolari e personali. Lo spettacolo che ne deriva è sotto gli occhi di tutti, sia in periferia sia nei palazzi del potere della capitale. Esempi che mostrano i comportamenti peggiori e rischiano di contaminare anche i giovani, che dai “cattivi maestri”, come li definisce la premier nel suo messaggio, ricevono sollecitazioni nocive, allontanandoli dall’impegno per il bene comune e spegnendo entusiasmo e senso di responsabilità, anche nel momento del voto.
Ecco, la responsabilità. E’ la cifra che più di altre occorre ritrovare nella nostra società, fino alla responsabilità della partecipazione. Le assemblee civiche formate dai ragazzi svolgono indirettamente anche questa funzione, recuperando l’idea che far politica significa “mettersi al servizio”. Concetto fondamentale per le nuove generazioni, che hanno davanti un futuro tutto da scrivere e da modificare. In meglio.
Albizzate, il messaggio di Giorgia Meloni apre il raduno nazionale dei sindaci junior
