BOCCA della SELVA – La seconda settimana del Giro d’Italia si apre con una doppietta francese: Valentin Paret-Peintre (Ag2r Decathlon) precede Romain Bardet (DSM Firmenich) sulla Bocca della Selva in una decima tappa interamente svoltasi in Campania. Sul podio Jan Tratnik (Visma Lease a Bike) che ha comandato a lungo da solo prima di essere sorpassato dai due transalpini sulle rampe conclusive.
Quarto posto per Andrea Bagioli (Lidl Trek) e tanta Italia in top-10, con Filippo Zana (Jayco AlUla) che così come Bardet centrando la fuga entra in top-10 generale, senza dimenticarci i piazzamenti di Domenico Pozzovivo (VF Bardiani Csf Faizanè) e Nicola Conci (Alpecin Deceuninck).
La maglia rosa Tadej Pogacar (UAE) mantiene dunque la promessa di stare più tranquillo. Nel finale perdono solo qualche secondo sia Antonio Tiberi (Bahrain Victorious) che Hirt, Storer, Fortunato, Baudin e soprattutto la maglia bianca Cian Uijtdebroeks (Visma Lease a Bike). In maglia ciclamino resta naturalmente Jonathan Milan (Lidl Trek) mentre sarà Simon Geschke (Cofidis) a indossare l’azzurro al posto di Pogacar.
LA TAPPA
Un gruppone privo di quattro ruote veloci messe in ginocchio dai virus circolanti dà il primo colpo di pedale a Pompei e, appena Stefano Allocchio sbandiera lo start, schizza via Simon Clarke (Israel Premier Tech) seguito da Quinten Hermans (Alpecin Deceuninck) e raggiunto, anzi raggiunti, dopo una ventina di chilometri da Alessandro De Marchi (Jayco AlUla) che spende parecchie energie pure per spronare i due compagni d’avventura, soprattutto Hermans che pare meno convinto. In effetti il belga si rialza appena prima del traguardo volante di Arpaia, che segna la fine della cinquantina pianeggiante di chilometri iniziale e il passaggio ai saliscendi del Taburno e del Sannio. In tale segmento iniziale si segnalano una scivolata in rotonda di Louis Barré (Arkea B&B) e la notizia ufficiale della sostituzione dello Stelvio col Giogo di Santa Maria a inizio ultima settimana.
Alle spalle dei due veterani rimasti soli al comando, déjà-vu di quell’amara giornata partenopea dell’anno scorso dove i due furono ripresi dai velocisti a poche centinaia di metri dalla fine, impazzano i tentativi di contrattacco con il plotone a fare da elastico tra il tenerli vicini e il non riprenderli del tutto. Sul primo strappetto, quello di Montesarchio, tra fumogeni rosa e… un cane che attraversa la strada e si accuccia in mezzo al plotone che fa i miracoli per evitarlo, si forma un manipolo di 25 corridori che riesce ad andar via in discesa: Tobias Foss (Ineos Grenadiers), Jan Tratnik (Visma Lease a Bike), Damiano Caruso (Bahrain Victorious), Simone Velasco (Astana), Enzo Paleni (Groupama FDJ), Marco Frigo (Israel Premier Tech), Filippo Zana (Jayco AlUla), Nicola Conci (Alpecin Deceuninck), Will Barta (Movistar), Maximilian Schachmann (Bora Hansgrohe), Simon Geschke (Cofidis), Esteban Chaves (EF), Mattia Bais (Polti Kometa), Julian Alaphilippe e Mauri Vansevenant (Soudal QuickStep), Aurelien e Valentin Paret-Peintre (Ag2r Decathlon), Andrea Bagioli e Juanpe Lopez (Lidl Trek), Romain Bardet, Chris Hamilton e Kevin Vermaerke (DSM Firmenich), Domenico Pozzovivo, Luca Covili e Filippo Fiorelli (VF Bardiani Csf Faizanè).
Sul GPM di Camposauro Clarke alza bandiera bianca, De Marchi si fa riprendere e si mette al servizio di Zana, Geschke (approfittando anche dell’assenza lì davanti di Calmejane, protagonista nei tanti tentativi della prima parte di tappa ma non di quello giusto) transita per primo in cima e scalza Dani Martinez dal secondo posto nella graduatoria per scalatori. Sulla salita che porta all’Intergiro di Guardia Sanframondi De Marchi alza bandiera bianca, Alaphilippe idem dopo aver parlato con l’auto medica e Fiorelli si riporta in testa alla speciale classifica Intergiro.
Approfittando di quest’ultimo scollinamento, 37 km dall’arrivo, Tratnik scappa da solo in discesa e si lancia al suo inseguimento un quartetto: Frigo, Bagioli, Bardet e il più giovane (23 anni) dei Paret-Peintre. Si giunge così a Cusano Mutri e alla scalata finale, da 18 km al 6%. L’ammiraglia Bahrain richiama Caruso a lavorare per Tiberi, l’ammiraglia Ineos fa altrettanto con Foss per Geraint Thomas; nel gruppo degli ex fuggitivi la VF Bardiani prova a far valere la superiorità numerica con Covili che lavora e Pozzovivo che apre il gas, ma gli altri uomini “in tandem” ossia Hamilton e Vermaerke sono ottimi stopper per Bardet; Frigo, italico esponente di una Israel dimezzata, va in difficoltà e lascia a inseguire un terzetto, che diventa un duo quando entra in azione l’alleanza francese tra Paret-Peintre e Bardet che parlottano alle spalle di Bagioli e poi lo lasciano sul posto.
L’azione decisiva ai -3km: con le temperature che calano e il bosco che s’avvicina, Paret-Peintre saluta Bardet, che non vuole rischiare di andar fuori giri nella sua risalita di classifica, e va a sorpassare Tratnik, presto sverniciato pure dal buon Romain. Nella decina di big rimasti nel plotoncino principale, Tiberi prende l’iniziativa ma Rafal Majka ricuce: uno scossone che ha l’effetto di scremare ulteriormente la situazione, con Davide Piganzoli (Polti Kometa) che perde due minuti e viene scavalcato nella generale da Chaves e Lopez. A coronare la magica giornata dell’Ag2r Decathlon, che rimane leader della classifica a squadre, O’Connor regola la volatina.
CLASSIFICA GENERALE
1 POGACAR Tadej UAE Team Emirates 36:46:08
2 MARTINEZ Daniel BORA-hansgrohe + 02:40
3 THOMAS Geraint INEOS Grenadiers + 02:58
4 O’CONNOR Ben Decathlon AG2R La Mondiale Team + 03:39
5 UIJTDEBROEKS Cian Team Visma | Lease a Bike + 04:15
6 TIBERI Antonio Bahrain Victorious + 04:27
7 BARDET Romain Team dsm-firmenich PostNL + 04:57
8 FORTUNATO Lorenzo Astana Qazaqstan Team + 05:19
9 ZANA Filippo Team Jayco-AlUla + 05:23
10 RUBIO Einer Movistar Team + 05:28
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
