di Massimo Lodi
VARESE – 80 anni di basket varesino, 80 anni di Guido Borghi. Che curiosa, simbolica, intrigante coincidenza. Li compie dopodomani, il 25 agosto.
Da Milano a Comerio
Nacque a ceneri di guerra ancora rosseggianti, famiglia d’imprenditori vocati al fai da te, il padre Giovanni chiamato Giuanùn che con un tic di genio inventa i fornelli a gas, l’Ignis ne è l’ovvio marchio di fuoco. Trasloco fortunato da Milano, quartiere Isola, a Comerio, ex scollinamento estivo. Avvio d’una produzione che si allarga, e poi si rivoluziona: dal caldo al freddo. Ai frigoriferi. Saranno il must dell’azienda.
Ignis e sport
Guido partecipa presto delle sorti industriali, ma specialmente dell’avventura sportiva. Perché Giovanni, in breve divenuto il Commenda a ragione d’una dovuta onorificenza repubblicana, crede nel beneficio delle sponsorizzazioni e sceglie lo sport come veicolo di propaganda. Boxe, ciclismo, basket, molto altro. Loi, Mazzinghi, Poblet, Baldini, Gavagnin, Vianello, Maggetti, eccetera.
Il calcio è passione laterale, quasi imposta dall’avarognola città di Varese al generoso tycoon dell’epoca. Guido diventa, baby noblesse oblige, presidente del gruppo sportivo gialloblù. Cioè l’emblema, la personificazione, l’alter ego dell’Ignis. Capisce di sport, pratica lo sport, vuol bene allo sport.
Non è facile guadagnare luce all’ombra d’un padre gigante. Però il figlio è determinato, studia, impara, progetta, realizza. Avanza piano piano: un basèl alla volta, gli suggerisce l’avveduto genitore, orgoglioso della nomina a ingegnere honoris causa. Incide nelle svolte importanti, e tuttavia senza mai deragliare da un binario di riservatezza. Evita la facile hybris: che il Varese dei record, dalla C alla A in corsa bersaglieresca e a seguire un paio di campionati-monstre, ha lui alla presidenza. Beh, insomma. Siamo nell’epopea di Picchi e Anastasi, giusto a capirci. Idem-capolavoro anni dopo, allorché qui si allestisce la modernità del football: preparatore fisico, psicologo, esperto di dietologia. Roba, tanta roba, mai vista prima: un nome per tutti, il mitico Enrico Arcelli, storico guru dell’atletismo.
Il Varese di Bettega, Gentile, Marini e Calloni
La Juve ci presta Bettega, quando rientra in bianconero dichiara: a Varese sono dieci anni più avanti di noi. Lo ha spesso raccontato proprio Guido: non a scopo di vanto suo, ma a scopo di gratitudine verso il visionario papà, che ebbe l’intuizione d’avvio dello strepitoso tutto. Quel Varese avveniristico, metà anni Settanta, rappresenta un modello e un orgoglio, non a caso Gentile, Marini, Libera, Calloni fanno la fortuna economica della società, che guarda ai conti oltre che ai risultati. Guido ha imprinting bocconiano, e si nota. Beppe Marotta, oggi dirigente numero uno del calcio nazionale, prenderà lezioni preziose, tramite umile apprendistato: da magazziniere biancorosso a top-manager nerazzurro. Nerazzurro Inter, scusate la baüscia, che (dai) un pochetto ci appartiene.
I risultati
I risultati, dunque. Gli unici a contare, Boniperti-repetita iuvant (Juvent). Straordinari nel basket. E anche qui c’è la testa di Borghi junior, presidente dal ‘73 all’80, scudetti, coppe, leggenda. Sempre low profile, per quanto lo riguarda. Eppure la vivace dialettica con Giancarlo Gualco, prodigioso direttore generale, è quotidiana: nessuna scelta vien fatta senza il vaglio d’un insolito azionista-major che dispone di competenza in materia, avendo carezzato la palla arancione a spicchi fin da quand’era ragazzino e giocava con gli amici -talvolta col rinforzo d’un campione o l’altro, lì di passaggio- sul campo in cemento di fronte alla Casa dell’Atleta di Comerio. Buono il tiro da tre-quattro metri sul perimetro dell’area sotto canestro, scaltro il tap-in rubando l’attimo ai “lunghi”.
L’ippica
Galoppa anche l’entusiasmo verso l’ippica, che dura ancor oggi. Più forte di ieri. Inoltre, extra sport e ormai a fine anni Novanta, sboccia il proposito di sviluppare una società di produzioni video, la Movie Magic International. Sarà/è un successone, con spot girati dalle maggiori star di Hollywood e filmografia di qualità, tipo l’ultimo maxi-cameo (C’è anche domani, regista Giacomo Campiotti) dedicato a Ennio Doris. Un Giuanùn 2.0. Ecco il prodotto italiano che funziona, fa scuola, s’impone per cifra cultural-economica.
Il dna dell’Isola e di Comerio risulta visibile nella sua invisibilità. Guido lo testimonia con nonchalance, allo stesso modo dell’età anagrafica, d’un pezzo diversa da quella bio-emozionale. Voglia e capacità di mettersi in gioco/innovare son sempre le solite. Un movimento magico. Movie Magic? Buttato lì un po’ alla banal-carlona, ebbene sì. Ne guadagna l’immagine – è il caso di cineannotare – della Città Giardino, che a questo fiore da occhiello della dinastia Borghi potrebbe dedicare una riconoscente cartolina augurale. 80, dunque. Eighty, congratulations. Ehi tì, bravo. Come arrocherebbe/arrocherà da lassù – dove il prossimo 25 settembre chissà se festeggia il mezzo secolo di residenza – la vociona di grattugia epica del Commenda. Fargli da eco, no?
