Malpensa, opportunità o disagio? Voce ai candidati di Golasecca. Focus sul rumore

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Da sinistra: Gianni Bullo, Rossella Bosco, Andrea Tovaglieri, Madì Reggio

GOLASECCA – Malpensa esiste, bisogna conviverci e fare i conti con gioie e dolori che nascono dalla sua attività. E fin qui, sono tutti d’accordo. Il confronto, invece, nasce sulle diverse sensibilità: quattro candidati sindaci, quelli di Golasecca, che affrontano la vicinanza con l’aeroporto in maniera differente. C’è chi è pronto a «battere i pugni sul tavolo» per evitare che avvenga «uno sviluppo senza limiti». C’è chi si concentra «sull’indotto che genera la presenza dello scalo», quindi sull’opportunità lavorativa. E c’è chi guarda alla tutela ambientale con un occhio ancora più critico, ampliandolo alla mancanza di senso civico che troppo spesso porta degrado («Non mi fa dormire questo, non il rumore degli aerei»). E poi molti altri temi: i dati di Arpa, le azioni legali, il rapporto coi comitati e le associazioni.

Malpensa, gioie e dolori

Ieri, 14 maggio, nella sala polivalente si è svolto il dibattito fra i quattro candidati sindaci di Golasecca: Madì Reggio (Tradizione e Futuro Sostenibile), Andrea Tovaglieri (Dimensione Paese), Gianni Bullo (Le Rondini), Rossella Bosco (Golasecca InVita). Un confronto su un solo – ma molto sentito – tema: Malpensa. Non a caso, a moderare gli interventi è stato Flavio Giani, presidente del comitato Vivere a Golasecca, fra le realtà più attive sulle vicende aeroportuali. E, in particolare, sulla battaglia contro l’inquinamento acustico. Le sue parole: «Abbiamo un volume di dati che non possiedono nemmeno i sindaci del Cuv». E poi ha ricordato «l’azione legale avviata, trovando chiusure, nonostante le molte richieste avanzate». Ha parlato del livello di «intollerabilità in merito al rumore degli aerei» e della «mancata collaborazione». Fino alla precisazione: «Non siamo contro Malpensa a prescindere, genera benefici ed economia. Ma siamo contro le violazioni delle regole stabilite dal decreto di Via».

Sette argomenti

Premesse a parte, il confronto. Spesso entrando nei tecnicismi che, inevitabilmente, si riscontrano in una materia complessa come quella aeroportuale. La serata si è quindi strutturata su sette domande per snocciolare temi come le «ricadute negative sul territorio» o il «ruolo di un sindaco in ambito di tutela della salute». Ma anche su come «affrontare le violazioni delle prescrizioni», su come «procedere di fronte al superamento dei limiti di rumore sia di giorno che di notte» e sulle «misurazioni di Arpa mai rese pubbliche» (aspetto, quest’ultimo, definito «grave» dai candidati). Poi il rapporto, che tutti hanno intenzione di rafforzare, con le varie realtà impegnate a livello aeroportuale – comitati, associazioni, enti – fino alle azioni da compiere per «eventuali compensazioni». Oltre, ovviamente, agli iter legali che negli ultimi anni hanno accompagnato la battaglia dei gruppi locali.

La voce dei candidati

Ne è nato un quadro con sfumature differenti, tra chi prende delle posizioni più nette e chi invece prova a dare una chance ai vantaggi che genera la convivenza con l’aeroporto. Ha detto Bullo: «Le preoccupazioni per Malpensa superano la visione delle opportunità. E, anzi, la vedrò in questo modo solo quando risolveremo la questione del rumore e dell’inquinamento». Poi, sugli obiettivi di sviluppo previsti nel Masterplan ha aggiunto: «Come si può tollerare senza avere niente da dire sull’aumento dei passeggeri e dei voli cargo? Un traffico abnorme che la zona non può sopportare. Noi non siamo in vendita. E la salute delle persone non è negoziabile, ci devono essere limiti sopportabili. Non è uno scherzo quello che succederà nei prossimi anni: dobbiamo affrontare una difficile battaglia».
La richiesta di Tovaglieri è che «si rispettino le regole». Malpensa, infatti, è considerata «un’opportunità: opporsi o rifiutarsi di accettare il suo sviluppo non è una via produttiva, ma è necessario far sentire la propria voce per contrastare i disagi». Sulle future azioni con gli avvocati ha aggiunto: «Il toro è forte, rischiamo di farci male: la lotta legale ha tempi lunghi, incerti e costi noti». Mentre su eventuali misure compensative ritiene che «se subiamo un disagio, almeno che ci venga riconosciuto un pagamento». Fino alla sua fiducia nel «progresso: si produrranno aerei che fanno meno rumore e inquinano meno».
Reggio da sempre in prima linea sui temi di Malpensa. Ha detto chiaramente: «Dobbiamo controllarla, avere un ruolo centrale». Non solo per la posizione geografica di Golasecca, ma anche «a livello politico: che vengano fissati dei limiti rispetto alle volontà espansionistiche dell’aeroporto, creiamo alleanze con le altre realtà e con gli altri Comuni». Gli obiettivi: «Necessario far parte della Commissione Aeroportuale e, soprattutto, rinnovare il Piano d’Area».
Bosco ha parlato anche in nome del lavoro svolto dall’amministrazione uscente, di cui ha fatto parte in qualità di consigliere di maggioranza: «Siamo propensi a proseguire quel percorso», ha detto. «E collaborare con i comitati». Malpensa «resta un’opportunità, per l’indotto generato». Così come restano, però, quelle azioni da portare avanti, soprattutto legate al rumore: «Bisogna combattere con il supporto di professionisti». Ricordando che di recente è stata accettata da Arpa la richiesta di installare una centralina che sarà temporanea – per circa 20 giorni – e operativa a luglio, con lo scopo di fornire dati grezzi. «Vogliamo continuare su questa strada, perché riscontri positivi e oggettivi ne abbiamo avuti».

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