Nuove rotte di Malpensa, il comitato: «Golasecca annientata da Somma»

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GOLASECCA – Non si placano le polemiche sulla sperimentazione delle nuove rotte di decollo da Malpensa. Questa volta sono i membri del comitato di Golasecca a tornare alla carica, definendosi «preoccupati e amareggiati da queste imposizioni dei politici locali: hanno il solo fine di danneggiare i territori densamente meno abitati». Nel mirino, in particolare, c’è il sindaco sommese Stefano Bellaria, che «difende a spada tratta una sperimentazione fallimentare fin dalla sua nascita».

Il rumore degli aerei

Il comitato prende spunto dal cinquantenario della nascita del Parco Naturale della Valle del Ticino: «Ricordiamo che proprio Golasecca e le vicine e amiche Coarezza, Maddalena e Varallo Pombia hanno cercato di preservare al meglio il proprio territorio dalla speculazione edilizia. In questi ultimi decenni abbiamo voluto tutelare le caratteristiche storiche dell’area della sponda alta del fiume Ticino, che dal centro del nostro paese giunge fino alle pacifiche acque del Ticino a Maddalena. Ora ci sentiamo dire dal sindaco della popolosa cittadina di Somma che l’aver preservato un’area da uno sviluppo frettoloso e disordinato, come invece avvenuto nel suo capoluogo, è una discriminante a noi avversa: gli aerei, soprattutto quelli più rumorosi, devono passare nei luoghi meno abitati». A Maddalena, Coarezza, Varallo e Golasecca vengono concentrate – ricordano – «due rotte, la 278 e la 308: in pochi chilometri quadrati c’è un’intensificazione di inquinamento acustico e atmosferico senza precedenti». Senza considerare che su queste due rotte «passa più della metà degli aerei in decollo da Malpensa (avendo sfortunatamente già ottenuto un’ora in più di sorvoli rispetto alla pista di destra)». Non solo: «Veniamo anche disturbati dagli aerei che non rispettano i piani di volo in decollo dalla pista di destra e, giunti a Sesto Calende, decidono di anticipare la virata ripassando di nuovo sulla nostra Valle del Ticino».

L’attacco agli amministratori sommesi

Quindi arriva la stoccata agli amministratori sommesi: «Secondo le loro politiche, le rotte devono essere spostate dai tetti delle recenti abitazioni di Somma Bassa (edificate in epoca di già consolidata notizia dello sviluppo aeroportuale) per essere concentrate sulle secolari case del centro storico di Golasecca, alcune risalenti al 12esimo secolo». Per poi concentrarsi sulla a rotta, quella 308, che sovrasta i campanili di Golasecca e Coarezza, la chiesa millenaria di San Michele, gli antichi cortili dei costruttori di barche di Coarezza come quelli dei barcaioli di Golasecca (il cui borgo è stato recentemente dichiarato dalla Lipu capitale italiana delle rondini). Le piazze di piccoli paesi diventano sempre più soffocanti, neppure i cari boschi e le preziose brughiere fra Golasecca e Coarezza diventano un rifugio per chi qui abita da generazioni». L’affondo: «Ci sentiamo dire che la colpa è nostra per aver scelto di vivere in un’area poco urbanizzata e troppo vincolata dalle leggi del Parco del Ticino: ma la densità abitativa non è un principio di legge per cui si possa imporre un maggior sorvolo di aerei e una maggiore concentrazione di inquinanti come invece propugna la Commissione Aeroportuale, in cui sembra ergersi a capitano il sindaco di Somma». Per il comitato di Golasecca, «il sindaco sommese difende a spada tratta una sperimentazione fallimentare fin dalla sua nascita che colpisce e annienta le piccole comunità con i loro antichi e piccoli nuclei abitativi, sempre più in degrado: questa loro decisione porterà nel medio periodo alla completa cancellazione o snaturamento di questi paesi».

La brughiera

Infine, il passaggio sull’altro grande tema che fa discutere. Si tratta del Masterplan e dell’ampliamento della Cago City: «Siamo desolati nel constatare che i sindaci del Cuv abbiano votato all’unanimità la distruzione di ulteriore brughiera. Scelta ritenuta inutile e sbagliata dallo stesso Ministero dell’Ambiente, ma che ha permesso di far comparire magicamente ai tavoli delle trattative queste nuove rotte, oltre alle compensazioni o alle mitigazioni in strade e tangenziali». Non vengono risparmiate nemmeno le compensazioni previste: «Se le strade di devono fare, non devono derivare da baratti, ma dalla buona politica. Purtroppo non abbiamo avuto politici all’altezza di ottenerle senza sacrificare l’ambiente, la storia e la salute del nostro territorio». E concludono: «I sindaci del territorio dovrebbero preoccuparsi per prima cosa del contenimento del traffico aeroportuale e della sua equa distribuzione del disagio, non di compensazioni o mitigazioni. Non devono creare guerre fra poveri come è stato fatto con questa fallimentare sperimentazione decisa nelle segrete stanze della Commissione Aeroportuale». Nel frattempo a Golasecca ci sarà un incontro pubblico – venerdì, 21 giugno, alle 21 – per confrontarsi sui temi che allarmano i comitati.

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