GORLA MINORE – La luna di miele è finita. Ed è subito fiele nelle stanze di Villa Durini. Da giorni si inseguono voci che la maggioranza guidata dal sindaco Fabiana Ermoni sia scossa da malumori e mal di pancia. Al punto che c’è chi parla di un primo pezzo di giunta pronto a salutare la compagnia.
Venti di crisi? Piuttosto un’arietta
Parlare di tempesta sarebbe davvero inappropriato. Però a palazzo comunale tira un’arietta di quelle che, senza che te ne accorgi, ti possono fregare. E gli spifferi non sono certo pochi.
A mettere subito in difficoltà l’amministrazione guidata da Ermoni (i maligni dicono anche da Rossano Belloni) sono state una serie di partenze tra i dipendenti comunali. Passaggi in genere che vengono letti come conseguenza di un dialogo tra funzionari e amministrazione che non funziona. Le voci parlano di una fuggi fuggi generali. Le bocche spesso si allargano a dismisura, ma fatta la tara la sostanza resta. Ovvero: a Villa Durini il malumore c’è.
E ci sta dopo un anni anni di continuità amministrativa. I cambi di uomini o donne guida e relativa squadra non sono facili. Bisogna ruminare e digerire nuovi caratteri, nuovi approcci, nuovi metodi. In una parola si è rotta la confort zone e quindi pedalare o andare. Alcuni dipendenti hanno scelto di andare. Ma non solo.
Maretta in giunta e primo addio
Ma non è solo una questione di dialogo tra amministrazione e dipendenti. Il malessere, anche se non ancora così diffuso, si è insinuato anche tra gli assessori. Pare, infatti, che la squadra di Fabiana Ermoni si stia già preparando a un primo addio. C’è un assessore che al momento ha già manifestato di non essere più in linea. E ci sarebbe, a supporto di questo scritto, una riunione dei giorni scorsi in cui il sindaco è letteralmente “sbroccato”.
Che succede?
Che succede ora? Nulla. Nel senso che l’assessore, nel momento in cui deciderà di lasciare le deleghe, dovrà chiarire se resta o meno in consiglio. In ogni caso, anche qualora dovesse passare tra le fila della minoranza i numeri sono ben saldi a favore di Ermoni. Resta però uno smacco, «anche perché – confida un insider – si tratta di una pedina di giunta molto stimata dal personale e dall’ufficio di competenza».
