GORLA MINORE – Si sono già licenziati 30 dipendenti su 89 e per il 10 gennaio Fp-Cgil e Cisl-Fp proclamano sciopero contro il passaggio del personale di Fondazione Raimondi ad Argentum, società costituita da Fondazione Colleoni e Punto Service, a cui sono stati ceduti i rami d’azienda della parte assistenziale e ambulatoriale della casa di riposo di Prospiano, a Gorla Minore. I sindacati esprimono «forte preoccupazione per i livelli assistenziali e la sicurezza dei lavoratori».
La vicenda
Risale al 12 luglio la comunicazione ufficiale da parte di Fondazione Raimondi sul fatto di essere in forte stato di crisi economica e sull’avvio della procedura di cessione dei rami di azienda riguardanti la parte assistenziale e ambulatoriale della struttura di Gorla Minore. In quell’occasione, si legge nella nota congiunta firmata da Mauro Catella della Cgil e da Mirella Palermo della Cisl, «le organizzazioni sindacali venivano coinvolte per una procedura di passaggio del personale ad Argentum srl». Società fondata il 1° gennaio 2023, con un capitale sociale di «soli 100mila euro», dietro alla quale «ci sono due grosse realtà come Fondazione Colleoni e Punto Service».
Nulla di fatto al tavolo
Il tavolo con le organizzazioni sindacali si è concluso senza nessun accordo vista la distanza tra le parti. I maggiori punti di disaccordo riguardano l’applicazione di un contratto (ANASTE) che FP Cgil e Cisl Fp non firmano a livello nazionale e la richiesta di Argentum ai lavoratori di rinunciare a qualsiasi vertenza nei loro riguardi per situazioni economiche rimaste in sospeso con Fondazione Raimondi. «Richiesta inaccettabile – per i sindacati – poiché Fondazione Raimondi nel frattempo ha disdettato un accordo sindacale che garantiva un incentivo di 150 euro al mese ai lavoratori (incentivo che con il tempo era stato contrattualizzato ed era diventato salario fisso e ricorrente), sgravando di fatto Argentum dal mantenere tale incentivo al momento dell’acquisizione dei contratti di lavoro, impoverendo così il potere di acquisto dei lavoratori». Sulla disapplicazione dell’incentivo i sindacati hanno «proceduto come da normativa e seguendo il mandato dei lavoratori proclamato lo stato di agitazione».
Lo sciopero
Nel frattempo, «visto lo stato di incertezza sulla nuova realtà datoriale e ripetuti ritardi nei pagamenti degli stipendi – fanno sapere i sindacati – ben 30 lavoratori sugli 89 in forza a luglio si sono licenziati. Questa situazione sta ormai provocando un clima insostenibile tra i lavoratori rimasti che stanno facendo degli sforzi immensi per garantire l’assistenza e le prestazioni ambulatoriali, a rischio della loro salute e di conseguenza sta mettendo a rischio il livello di assistenza agli ospiti fin qui garantito». A questo punto i sindacati proclameranno una giornata di sciopero per il 10 gennaio: «Necessario perché ormai la situazione è diventata insostenibile ed è giusto che la cittadinanza e l’utenza siano informati della situazione e sappiano quanti e quali sforzi i lavoratori stanno facendo per garantire continuità ad una realtà storica del territorio».
