Gorla Minore, per l’addio a Rocco La Cognata lacrime e il rombo delle moto

GORLA MINORE – Il rombo delle moto di grossa cilindrata e la disperazione dei familiari, ma anche un sole splendente che si è fatto spazio tra le nuvole dopo la pioggia: così la bara di Rocco La Cognata ha attraversato il sagrato della chiesa di San Lorenzo di Gorla Minore per un ultimo saluto tra le lacrime di commozione di chi lo conosceva. «Era buono come il pane» lo ha gridato la sorella di Rocco, inconsolabile come la madre e il padre Giuseppe (arrivati da Gela) e la compagna Sonia, di fronte alla bara pronta per partire verso il cimitero.

La tragedia

Rocco La Cognata, 33 anni, originario di Gorla Minore, è deceduto in un incidente in moto sulla statale di Luisago, in provincia di Como. Tornava a casa, a Sesto San Giovanni, dalla compagna Sonia e dai due figli piccoli, che cresceranno senza il padre. Il destino ha voluto portarselo via proprio in sella a quella moto che «era il suo secondo respiro», insieme al pugilato, come ha ricordato al termine della cerimonia funebre Mirela Ndrepepaj, presidente della Fighting Ground Boxing Team di Marnate, la società dove Rocco militava. Era stato due volte campione italiano di Thai Boxe e di K1 e poi si era dato alla boxe. «Non è importante come colpisci. L’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi – le parole che amava ripetere – e, se finisci al tappeto, se hai la forza di rialzarti. Così sei un vincente».

I ricordi

«Il più forte atleta della storia della nostra società ma anche il più leale, il più vero e il più rispettoso» il ricordo del suo coach e maestro Vincenzo Anastasi, che con Rocco ha perso un figlio prima ancora che il suo atleta di punta. «Un uomo buono e vero, con un cuore grande – lo descrive la presidente Mirela, che da atleta si era allenata insieme a Rocco – l’ho visto crescere ed era il mio orgoglio, un esempio per tutti. Da lassù proteggerà i suoi figli come nessuno saprà mai fare». E il parroco di Gorla Minore don Pierluigi Albricci, nell’omelia di fronte ad una chiesa gremita, ha ricordato le parole della lettura di San Paolo – “Ho combattuto la buona battaglia” – per commemorare Rocco, «sempre pronto a combattere per inseguire la vittoria. Ma stavolta il traguardo è la speranza. La sua morte improvvisa è difficile da accettare, ma dobbiamo trovare conforto e consolazione nella fede».

Lunedì a Gorla Minore i funerali di Rocco La Cognata. Il coach: «Era come un figlio»

gorla minore rocco la cognata – MALPENSA24
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