BUSTO ARSIZIO – Non sa se tornerà a fare politica e neppure se rientrerà nel suo partito, Forza Italia. Però, Carmine Gorrasi non risparmia un paio di stilettate, dirette ai vertici forzisti. La prima: «Ho sempre militato in un partito che è stato garantista, ma non con me. Eppure sono stato assolto per ben due volte». La seconda: «In questi giorni ho ricevuto chiamate da tanti amici di Forza Italia, ma non dal segretario provinciale, con il quale ho fatto politica nel partito e anche in Agorà. Forse perché Longhini prova imbarazzo. E lo capisco, visto che si trova a dover governare in Provincia con il PD e far finta di fare opposizione al sindaco Galimberti in Comune a Varese».
Dopo l’assoluzione al processo Mensa dei Poveri di qualche giorno fa, Carmine Gorrasi decide di rompere il lunghissimo silenzio. E lo fa nella mattinata di oggi – lunedì 19 gennaio – nello studio del suo avvocato Roberto Craveia, nella centralissima piazza Garibaldi. «Adesso sto bene – dice – ci ho messo un po’, ma sto bene».
Gorrasi, “dunque, dove eravamo rimasti”?
«A quel martedì mattina. Anzi, alle 5 del mattino, quando sono venuti a casa mia. Mai avrei pensato di dover vivere in prima persona quei momenti. Invece, perquisizione dell’abitazione e poi mi hanno portato in caserma (c’era ancora quella vecchia), hanno preso le impronte digitali e scattato le foto segnaletiche, fatto firmare i verbali e poi i domiciliari».
Tre giorni prima era stato nominato segretario provinciale di Forza Italia ed era candidato per un posto in parlamento, dopo poco più di 48 ore era agli arresti come uno degli elementi di un presunto sistema di malaffare. Cos’ha pensato nei lunghi giorni di restrizione della libertà?
«Sono stati giorni lunghi e pesantissimi. Anche il mio carattere forte è stato messo a dura prova. È stato importante il ruolo del mio avvocato, Roberto Craveia: è stato lui a convincermi a tenere duro e a non mollare. C’è stato un momento in cui ho pensato al patteggiamento, ma Craveia mi ha convinto a tenere duro. Aveva ragione. Le accuse nei miei confronti erano basate sul nulla. I Pm avrebbero potuto valutare le diverse posizioni. Invece, penso che sia stata un’inchiesta che a qualcuno è servita per far carriera».
Scusi Gorrasi, ma dalle notizie che trapelavano sembrava esattamente il contrario, ovvero che quanto contenuto nell’inchiesta fosse un vero e proprio sistema illecito, molto radicato e diffuso.
«Hanno usato il metodo della pesca a strascico. Il giudice dell’Udienza preliminare ha passato “tutto il pacchetto” senza prestare attenzione ai documenti dell’inchiesta. Se invece avesse analizzato le carte, saremmo qui a raccontare un’altra storia, senza anni di vita rubati alla gente che è stata assolta. Invece è stato scelto di mandare tutti a giudizio e sono passati quasi sette anni».
C’è un modo per recuperarli?
«Il tempo rubato nessuno me lo può restituire. Però, con il mio avvocato stiamo valutando di intraprendere un’azione per ingiusta detenzione, una richiesta di risarcimento poiché non è potuto esercitare la mia professione di avvocato e una richiesta danni per i danni d’immagine che ho subito. In tal senso mi potrei già muovere senza attendere l’eventuale ricorso alla sentenza della Corte d’appello».
La politica attiva è sempre stata la sua passione. Tornerà a esercitarla?
«La politica è la mia grande passione, proprio per questo, sapendo che avrei dovuto affrontare un percorso lungo e complicato, al momento degli arresti ho scelto di dimettermi da tutto. Ora, prima di prendere una decisione, voglio leggere le motivazioni dell’assoluzione».
E Forza Italia, il suo partito?
«Appunto, il mio partito. Ho militato in una formazione politica che ha fatto del garantismo uno dei suoi valori fondanti. Lo è stato anche con il presidente, non con me e con gli altri che come me sono stati assolti».
E ora, con l’arrivo dell’assoluzione è cambiato qualcosa?
«Ho avuto molto tempo per riflettere. È innegabile che l’inchiesta da un lato ha azzerato Forza Italia, dall’altro ha offerto l’opportunità, qui in provincia, ad alcuni esponenti di ricoprire ruoli e posizioni che altrimenti gli sarebbero stati preclusi. Che dire? In questi giorni molti amici mi hanno chiamato. Tanti. Ma non ho ricevuto nemmeno una telefonata dal segretario provinciale Longhini. Lo conosco per aver fatto politica insieme in Forza Italia e in Agorà. Zero. Non una chiamata, non un messaggio. Sarà imbarazzato. Lo capisco, come fa a non esserlo visto che in Provincia governa con il PD e in Comune a Varese, dove fa il consigliere, finge di fare opposizione alla maggioranza di Galimberti?».
Gorrasi prima ci ha detto che deve riflettere se tornare o meno a fare politica. In realtà ci sembra abbia già iniziato a farla. Ancora con Forza Italia?
«Se guardo il comportamento dei vertici provinciali, non nascondo di avere qualche dubbio sul mio ritorno. Ho però anche tanti amici, e non solo tra i forzisti. Voglio riflettere e comunque, qualora dovessi tornare a fare politica, non è detto che sia in Forza Italia».
