I nipoti di Ganna: «Bardelli, parente alla lontana. Se fa politica lasci stare il campione»

La pagina di una rivista in cui oltre a Stefania Bardelli ci sono: Ganna e la politica. Ovvero ciò che i nipoti del campione non vorrebbero

VARESE – «È la bisnipote della sorella della moglie del nostro nonno. Acquisita. Nel senso che il ramo non è quello dei Ganna». La genealogia fa già quasi venire il mal di testa. Ma la questione principale non è né la discendenza e neppure la parentela. Ciò che non va bene è la confusione che si sta creando tra la figura di un campione amato da tutti e l’ostentata manifestazione delle proprie idee politiche. «Non vogliamo che l’immagine e il nome del nostro nonno Luigi Ganna vengano associati a un politico o a un’appartenenza di partito o ideologica».

Al centro della querelle c’è Stefania Bardelli, più conosciuta come la bersagliera. Giornalista sportiva, autrice di un libro sul campionissimo Luigi Ganna, del quale non ha mai nascosto di essere la nipote, e che ormai da più di un anno è molto attiva sulla scena politica. Prima a fianco di Roberto Vannacci, poi, dopo il divorzio con il generale, alla guida del Movimento Vidoletti, con l’obiettivo di correre, con una lista, alle prossime elezioni amministrative di Varese.

E chi davanti al grado di parentela che lega Stefania Bardelli a Luigi Ganna precisa, «vero, ma alla lontana, molto alla lontana», è Giovanni Marzoli, varesino e, lui sì, nipote del Re del Fango (com’era soprannominato il campione nato a Induno Olona).

Giovanni Marzoli e la sorella Graziella hanno riflettuto a lungo prima di decidere se mettere in piazza la questione. «Però siamo arrivati al punto in cui occorre fare chiarezza», dice Giovanni. E poi spiega: «Attenzione, sia chiaro che abbiamo sempre riconosciuto e riconosciamo il grande lavoro fatto da Stefania Bardelli per ricostruire e raccontare la figura del nostro nonno. Ha lavorato bene e in maniera corretta, recuperando notizie da libri già usciti, ma anche da qualche aneddoto raccontato in particolare noi».

Quindi? A quanto pare Bardelli non si è fermata alla narrazione. «Questa sua esposizione politica ci spinge a chiarire che nulla abbiamo a che fare con le idee che porta avanti. Non vogliamo mischiare la figura del campione con la politica. Se Stefania Bardelli vuol fare politica deve lasciare in pace Luigi Ganna».

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