I resi, l’insostenibile costo (2,5 miliardi) del fashion e-commerce: una ricerca Liuc

CASTELLANZA – L’insostenibile costo del fashion e-commerce: da una ricerca dell’Università LIUC un modello per una logistica dei resi più efficiente. «Serve un gioco di squadra – per il progetto ReRouting che vede l’ateneo delle imprese di Castellanza come capofila – un’operazione da condurre in modo collaborativo da parte di tutti gli attori coinvolti lungo la supply chain (produttori, operatori logistici, corrieri), se si vogliono abbattere i costi economici e ambientali della gestione dei resi nell’e-commerce del fashion».

I numeri

Le vendite online rappresentano ormai il 22% del retail mondiale, ma la crescita dell’e-commerce ha un prezzo sempre più alto: quello dei resi. Nel fashion, quasi 4 ordini su 10 vengono restituiti, con un impatto economico stimato in 2,5 miliardi di euro l’anno solo in Italia e 23 milioni di tonnellate di CO₂ a livello globale. E la reverse logistics – l’insieme dei processi che gestiscono la raccolta, l’ispezione, la reimmissione nel mercato o lo smaltimento dei prodotti restituiti – è in media più costosa del 33% rispetto alla logistica diretta.

Il progetto e le soluzioni

Per affrontare questa sfida, l’Università LIUC – con SCS Consulting, il Politecnico di Milano e il CNR-ISMed di Napoli – ha sviluppato ReRouting – Reverse logistics Eco-efficient Re-Routing, un progetto che analizza le strategie di gestione dei resi nel fashion e-commerce e propone modelli per bilanciare servizio al cliente, efficienza economica e sostenibilità.

Lo studio, basato su 15 casi aziendali, ha portato alla creazione di un modello decisionale (DSS) che aiuta le imprese a configurare sistemi di gestione dei resi eco-efficienti, integrando variabili operative, economiche e ambientali come politiche di reso, costi di trasporto e modalità di reintroduzione dei prodotti. Tra le soluzioni individuate: modelli logistici integrati e omnicanale, ritiro dei resi in punti convenzionati per ridurre i trasporti, uso di tecnologie predittive e comunicazione più efficace verso i consumatori. L’obiettivo è trasformare i resi da costo a risorsa, abilitando flussi di economia circolare attraverso il ricondizionamento, la riparazione o la rivendita dei capi.

Costo insostenibile

«La gestione dei resi dell’ecommerce è un problema non più rimandabile – commenta Alessandro Creazza, direttore del Green Transition Hub della LIUC – gli impatti economici e ambientali sono evidenti per le aziende. Ma troppo spesso questo problema viene affrontato dalle singole aziende in isolamento. Il nostro progetto ha mostrato quanto un lavoro di filiera, così come avviene per le azioni di sostenibilità in generale, possa essere molto più efficace rispetto a sforzi singoli e rendere tutti gli attori della filiera in grado di dare il proprio contributo attraverso l’attivazione di strumenti e iniziative che prese da sole porterebbero benefici più limitati».

Logistica green: è ora di passare dalle parole ai fatti. Il convegno alla LIUC

liuc logistica resi fashion – MALPENSA24
Visited 173 times, 1 visit(s) today