Il consiglio di Caronno Varesino come Kabul: il sindaco vuol zittire le minoranze

Il sindaco di Caronno Broggini

CARONNO VARESINO – Kabul varesino. Fosse stato per il sindaco Maria Rosa Broggini, il consiglio comunale si sarebbe risolto in quattro e quattr’otto, senza che nessuno fiatasse e senza che volasse nemmeno una mosca. Una formalità serale da liquidare, nel rispetto delle norme, ma nel minor tempo possibile. Altrimenti un fastidio.

Eppure l’assise civica che si è riunita ieri sera (lunedì 9 marzo) aveva all’ordine del giorno la ratifica delle dimissioni del capogruppo di maggioranza Marco Zecchin e la surroga, con l’ingresso di Andrea Maestri. Senza contare che l’ex vicesindaco, Maurizio Parisi, messo alla porta dal primo cittadino, ha rassegnato via social le dimissioni da consigliere comunale. 

Il posto delle dimissioni

La democrazia su misura

Da non credere. Il sindaco Broggini però ci ha provato e, in apertura di consiglio, ha dato la notizia delle dimissioni di Zecchin e della surroga con Maestri. Il consigliere di minoranza Samuele Celona ha chiesto di intervenire e ha ricevuto un “nyet” dal primo cittadino. Il quale a sua volta è stato stoppato dal segretario comunale, che ha spiegato a Broggini che Celona aveva diritto di parola.

Apriti cielo, sono arrivate le bordate. Celona: «Quelle di Zecchin non possono essere archiviate come dimissioni “qualunque”. La maggioranza ha perso il capogruppo e una delle persone più preparate. Le dimissioni di Zecchin non sono normale amministrazione. Questa maggioranza fa fatica a stare insieme e il sindaco fa sempre più fatica a tenere unito il gruppo. Siamo davanti a una maggioranza in affanno». E il sindaco? Impassibile, salvo una mimica facciale che lascia trasparire insofferenza e contrarietà.

Seconda bordata. È stata la volta di Nicoletta Basso della Lega: «Avete perso tre membri, dimissioni che sono indice di una grave crisi. Il paese ne risente. Sindaco, è troppo comodo dare sempre le colpe agli altri». E il sindaco? Idem come sopra.

Matteo Cianciani ha “tirato le conclusioni”: «Avete fallito, non c’è impegno e non c’è visione».

Come acqua sul marmo

Parole dure che sono scivolate via come acqua sul marmo. Tra i banchi della maggioranza è calato un silenzio pesante come il piombo. E al termine degli interventi delle opposizioni il sindaco ha tirato dritto seguendo il motto dantesco del: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.

Pubblico delle grandi occasioni

Nella sala consigliare c’era il pubblico delle grandi occasioni: una trentina di cittadini. Molti, rispetto alla presenza media di tutti i consigli precedenti. I caronnesi sono arrivati nella casa comunale con l’aspettativa di assistere al confronto tra minoranze e maggioranza. Ma il sindaco Broggini non è tipo da “panem et circenses”, piuttosto, come ha commentato, in dialetto, qualcuno in sala, “l’è una prufesuresa” tutta d’un pezzo. Così il consiglio è scivolato via liquidando un punto all’ordine del giorno via l’altro. Tranne che su un soggetto mancante. Davvero: oltre dieci minuti di faccia a faccia grammaticale per inserire “colui che compie l’azione” in una frase del verbale che, così com’è stata riportata, stravolgeva il significato originale. Eppure, non si era su Scherzi a Parte. Garantito: era il consiglio comunale di Caronno Varesino.

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