Il Giorno della Memoria, la memoria del presente

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“E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo”. Lo scrive Primo Levi come monito, per sottolineare che l’Olocausto e le atrocità non sono affatto eventi unici e irripetibili. Nel Giorno della Memoria, che si celebra il 27 gennaio in un contesto mondiale di spietatezze, è uno dei concetti che dovrebbe trovare attenzione collettiva per ciò che significano quelle parole, per la loro drammatica attualità, per la lezione della storia che abbiamo clamorosamente dimenticato.

Un monito, dicevamo, che l’autore di “Se questo è un uomo”, testimonianza della tragica esperienza vissuta nel campo di concentramento di Auschwitz, propone con chiarezza disarmante per metterci in guardia dai rigurgiti dittatoriali, dalla violenza per la violenza, dai nuovi regimi antidemocratici e dalle loro esasperazioni guerrafondaie. Giornali e tv ci raccontano quotidianamente dei massacri di persone inermi, esposte alle irragionevoli decisioni dei governi e di leader che non hanno considerazione della vita umana. Trentamila vittime degli ayatollah in Iran, quattro anni di conflitto in Ucraina invasa dalla Russia con decine di migliaia di morti, guerre in Africa e in Oriente. Poi ci sono Gaza e gli Stati Uniti. “Come si può celebrare la memoria della Shoa con quanto accaduto e accade nella Striscia per la spropositata reazione israeliana ai terroristi di Hamas?” Domanda pertinente, risposta difficile. Già, come si può?

E come commentare la statunitense Ice a caccia di immigrati clandestini? Una milizia agli ordini di Donald Trump, che spara e ammazza, con un comandante che ricorda, per abbigliamento e postura, certi altri comandanti del passato che al solo pensiero fanno ancora paura. Infine, possiamo stare tranquilli di fronte alle mire egemoniche degli Stati Uniti e ai ritorni di una destra estremista che, partendo dall’Europa, si ispira ai tempi bui del nazifascismo? Scenario che dà purtroppo ragione a Primo Levi: è accaduto e accade di nuovo, anche se con forme e modalità diverse. La sostanza è sempre la stessa: la disumanità. Così che nel Giorno della Memoria non possiamo fare a meno di avere memoria del presente.

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