BARASSO – Un risarcimento enorme, al punto da mettere in ginocchio le casse del Comune, per un incidente avvenuto su strada privata all’interno di complesso residenziale privato. E la notifica di rifondere i danni subiti dal ciclistaè arrivata al sindaco Lorenzo di Renzo Scolari nei giorni scorsi. Ma andiamo con ordine.
La richiesta
La caduta del ciclista è avvenuta qualche anno fa su una strada privata che corre all’interno di un complesso residenziale privato. In quel frangente pare che nessuno forze dell’ordine sia intervenuto sul sinistro essendo appunto avvenuto su area privata. E’ però stata fatta causa sia all’amministratore che si occupa del quartiere residenziale, sia al Comune di Barasso. Ed è di queste ore la sentenza di primo grado che chiama la pubblica amministrazione a risarcire 300 mila euro al ciclista.
«Un fulmine a ciel sereno», ha commentato il sindaco anche attraverso un video rivolto ai cittadini. Il primo cittadino, infatti, ha ricordato come il Comune non ha in alcun modo responsabilità su quella strada che non è di pertinenza comunale. «Abbiano divieto di impiego di risorse pubbliche su aree di proprietà privata. Infatti, non abbiamo mai effettuato manutenzioni, mai pulito i tombini, mai spazzato la neve e mai salato nelle notte a rischio ghiaccio».
Maxi risarcimento
«Eppure – ha proseguito il sindaco – ci siamo trovati con una sentenza che ci obbliga a versare 300 mila euro, comprese le spese legali. Una cifra mostruosa, secondo noi non dovuta, Anzi, una cifra insostenibile che creerebbe danni irreparabili e gravi a un’intera comunità. Significherebbe tagliare il trasporto scolastico, i servizi sociali e tutte le forme di aiuto nei confronti di chi ha bisogno, l’educativa scolastica. Oltre a bloccare le assunzioni del Comune. Ci troveremmo a congelare risorse che con fatica abbiamo risparmiato per realizzare opere pubbliche. E anche facendo tutto questo non riusciremmo a coprire la cifra richiesta».
Inaccettabile
Di Renzo non esita a definire la sentenza inaccettabile, «tanto che abbiamo chiesto la sospensiva per evitare di dover pagare immediatamente, nonostante il ricorso in secondo grado. E poi abbiamo subito impugnato la sentenza. Non arretreremo di un passo per dimostrare la totale estraneità del nostro Comune».
