Il Papa prega per chi subisce sentenze giudiziarie ingiuste

"IL MIO PENSIERO VA A CHI SUBISCE UN ACCANIMENTO GIUDIZIARIO SENZA GIUSTIFICAZIONI"

Vatican Press Office

E’ una preghiera con un alto valore sociale. E anche – per molti aspetti – giuridico. Stiamo entrando nel cuore della Settimana Santa ai tempi del coronavirus, momento difficile, critico. E nella Messa a Santa Marta, il Papa stamattina ha ricordato la persecuzione che ha subito Gesù e ha pregato per le persone che soffrono a causa di sentenze giudiziarie ingiuste, a causa di un accanimento giudiziario che non trova giustificazioni. Un messaggio pesante.

La notizia è riportata da VaticanNews. Il Papa ha esordito citando il salmo 26: “Non consegnarmi in potere dei miei nemici; contro di me sono insorti falsi testimoni, gente che spira violenza”. E ha rivolto il suo pensiero agli innocenti perseguitati: “In questi giorni di Quaresima abbiamo visto la persecuzione che ha subito Gesù e come i dottori della Legge si sono accaniti contro di lui: è stato giudicato sotto accanimento, con accanimento, essendo innocente. Io prego oggi per tutte le persone che soffrono una sentenza ingiusta“.

Nell’omelia il Papa ha poi evidenziato l’importanza di servire gli altri: “Gesù servì fino alla morte: sembrava una sconfitta, la morte, invece era il modo di servire. Servire è darsi, darsi agli altri. Servire è non pretendere qualche beneficio. La gloria di Cristo è servire fino ad annientare sé stesso, fino alla morte, morte di Croce”. E poi: “Ci sono, nella vita, cadute: ognuno di noi è peccatore e può cadere ed è caduto. Ma quello che importa è l’atteggiamento davanti al Dio: l’atteggiamento di un peccatore che è capace di chiedere perdono, come Pietro, che giura ‘mai ti rinnegherò, Signore, mai, mai, mai‘, poi, quando canta il gallo, piange. Si pente. Questa è la strada: quando si scivola, quando si cade, chiedere perdono”. Invece, quando il servo non è capace di capire che è caduto, quando la passione lo prende in tal modo che lo porta all’idolatria, apre il cuore a satana, entra nella notte: è quello che è accaduto a Giuda”.