BUSTO ARSIZIO – C’è qualcosa di bustocco nel premio “Pavese dell’anno”, assegnato a don Alberto Lolli, rettore dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia e ispiratore del progetto degli “Horti”, un parco pubblico ricavato da un’area incolta dove arte contemporanea e natura sono in armonia. Lolli, varesino di Bizzozero, è stato per 13 anni vicario parrocchiale di San Giovanni (e per 6 anni anche di San Michele) a Busto Arsizio, dove ha anche fondato l’esperienza del centro giovanile Stoà.
Il premio
Il riconoscimento di “Pavese dell’anno”, un’iniziativa del quotidiano La Provincia Pavese, è il frutto di un vero e proprio plebiscito popolare: oltre 2500 voti (il 34%) sui quasi 7400 totali espressi dai lettori. Tra le nominations per il premio c’erano anche personaggi più conosciuti fuori dal territorio, come la cantautrice pop Sarah Toscano, scoperta da Amici di Maria De Filippi e consacrata a Sanremo 2025, la cestista Cecilia Zandalasini, stella della Nazionale azzurra e della WNBA, e la scienziata di Broni Cinzia Zuffada, fresca del riconoscimento regionale “Voce lombarda nel mondo”. Ma il vero testa a testa è stato con la squadra di basket del collegio universitario Volta, i cui atleti-eroi hanno salvato un giovane compagno 19enne da un infarto lo scorso ottobre.
Chi è
A don Alberto Lolli, che è dal 2017 alla guida del prestigioso Collegio Borromeo, è stato riconosciuto il grande successo di Horti, la trasformazione di un campo incolto in un parco pubblico aperto alla città, «dove si intrecciano – parole dello stesso “don” – habitat naturali, arte contemporanea, riflessione culturale, impegno etico, equità e inclusione sociale». Prima di approdare nella città della Certosa, il sacerdote varesino, classe 1975, è stato direttore della Fondazione Centro ambrosiano di documentazioni e studi religiosi e rettore del Santuario diocesano di San Pietro Martire a Seveso.
L’esperienza a Busto
Ma la vera “gavetta” in tonaca l’ha fatta tutta a Busto Arsizio: arrivato nel 2000, dopo il baccalaureato in teologia, don Alberto è stato vicario parrocchiale di San Giovanni – con monsignor Claudio Livetti, monsignor Franco Agnesi e monsignor Severino Pagani – fino al 2013, ricoprendo anche gli incarichi di vicario parrocchiale a San Michele (dal 2007) e di responsabile della pastorale giovanile cittadina. Nel 2012 è stato fondatore e assistente del Centro giovanile Stoà di via Tettamanti, uno spazio aperto ai giovani del decanato che offre attività educative, creative e sociali. Era a Busto lo scorso per concelebrare il funerale dell’imprenditore bustocco Bruno Paneghini, scomparso improvvisamente all’età di soli 61 anni.
Folla in Basilica a Busto per l’addio a Bruno Paneghini. «Alzava lo sguardo»
