Il rettore Visconti lascia dopo nove anni: «La Liuc è cresciuta, ora serve continuità»

CASTELLANZA – «È stata una bella, e faticosa, esercitazione di governance e di gestione». Così il professor Federico Visconti, che lascerà ufficialmente il ruolo di rettore dell’Università LIUC il prossimo 31 ottobre, sintetizza i nove anni trascorsi alla guida dell’ateneo delle imprese di Castellanza. Anni «di grandi manovre» in cui ha «iniziato a strutturare la Liuc dal punto di vista universitario», puntando su asset strategici come la ricerca, la Business School, il ricambio generazionale dei docenti, e ha affrontato «la sfida culturale» di rafforzare quello che è «piccolo, del territorio, ma pur sempre un ateneo», come dice nella chiacchierata fatta nella redazione di Malpensa24.

L’intervista

«Arrivato da fuori – racconta Federico Visconti, che è originario di Sumirago, nel Varesotto, ma prima di guidare la LIUC era stato preside di facoltà e prorettore ad Aosta – mi sono trovato a mettere “in bolla” gli obiettivi di questa istituzione. Un progetto universitario su cui mi hanno seguito in tanti, a partire dalla proprietà, ma che è stato un lavoro di rottura». Anche con scelte non convenzionali come la chiusura del corso di giurisprudenza: «È qualcosa che non succede abitualmente in un Paese in cui più di 900 corsi di laurea hanno meno di 20 iscritti, ma proprio per rafforzare l’idea di una università di economia e di ingegneria». Scelte che hanno fatto crescere l’ateneo: «Si è rafforzata la dimensione accademica – sottolinea Visconti – nella ricerca siamo cresciuti nei ranking ministeriali, il PhD è cresciuto come numero di dottorati, la Business School si è posizionata dietro alle più prestigiose, abbiamo avviato l’accreditamento internazionale. È cresciuta anche la reputazione esterna, credo».

Il progetto che continua

Una sfida complessa, in un mondo in cui la concorrenza si fa sempre più agguerrita. «Oggi uno studente del nostro territorio può scegliere di andare a Londra, di laurearsi con le università telematiche o di farsi pagare dai genitori gli studi a Roma» parla chiaro il rettore uscente. E quindi il dovere di un ateneo come la LIUC è quello di stare al passo. «La responsabilità che abbiamo è con 900 matricole all’anno» fa notare Visconti, che auspica continuità ad un progetto ancora in piena realizzazione. «Un po’ di strada è stata fatta, l’ateneo mediamente è cresciuto. Bisogna esercitarsi sulle ragioni d’essere di un ateneo. E non può che farlo un accademico. Anche perché le sfide esterne sono “massacranti”: sempre meno gente che va all’università, sempre più le telematiche, sempre meno giovani che vogliono fare la nostra carriera, sempre più studenti che vanno all’estero».

Il futuro

«Mi hanno messo in condizione di lavorare, ma il progetto universitario deve ancora camminare» sostiene il professor Visconti, che passa il testimone ad Anna Gervasoni, primo rettore donna della LIUC, che lo ha affiancato nell’ultimo anno con il ruolo di prorettore. «Una scelta costruita insieme al CdA nella continuità – la definisce il rettore uscente – abbiamo lavorato insieme quasi due anni, lei come delegata all’internazionalizzazione e poi anche prorettore, portando avanti diversi progetti comuni. E poi la professoressa Gervasoni è docente interno, è un segnale che rappresenta anche un segno di maturità dell’ateneo». E con il territorio il rapporto non deve essere né di “comfort zone” né di sradicamento: «La sfida è costruire un nuovo equilibrio, caratterizzato da una maggiore proiezione internazionale e da una concezione moderna degli effetti di localizzazione, dai benefici da essi generati e dai rischi connessi».

Il ritorno nelle aule

Ora Federico Visconti tornerà ad insegnare – è professore ordinario di economia aziendale proprio all’Università Cattaneo – e a portare avanti gli incarichi extra-universitari che ha, come quello di vicepresidente di Banca Fideuram. E il ritorno alla didattica lo pregusta come un’altra sfida: «C’è stato uno scossone dopo il Covid, con il tema educativo ormai “bruciato” dalla fretta – spiega – ma la Liuc su questo fronte si è mossa responsabilmente, investendo su risorse e competenze che consentissero di potenziare le “core activities”, di crescere a livello internazionale e sviluppare il patrimonio intangibile e il capitale relazionale. Non c’è alternativa: con i tempi che corrono, se si sta fermi si torna indietro».

Nuovo rettore donna anche alla LIUC di Castellanza: è Anna Gervasoni

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