Il ritorno del Premio Carluccio Villa a Busto. Rilanciato dai giovani di In-Nova

BUSTO ARSIZIO – Rinasce, e si rinnova, il premio Carluccio Villa, storico riconoscimento che dal 1955 premia i ragazzi delle scuole elementari e medie di Busto Arsizio che si distinguono per altruismo e solidarietà. Artefice del rilancio è l’associazione giovanile In-Nova, guidata dai fratelli Agosti, Tommaso presidente e Jacopo vicepresidente, con “un approccio innovativo e sensibile alle necessità del presente”. La cerimonia di premiazione è in programma sabato 28 settembre alle 15.30 nella sala Tramogge dei Molini Marzoli.

Il premio

Il prestigioso riconoscimento cittadino, destinato agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, è stato istituito dalla Fondazione Carluccio Villa nel 1955, per ricordare la figura di un giovane – Carluccio Villa appunto, morto a soli 22 anni durante l’epidemia di tifo nel 1954 – esempio di dedizione e altruismo che ha dedicato la sua vita all’assistenza dei bisognosi e agli studi universitari di medicina. Questo premio, che si distingue per celebrare non solo l’eccellenza scolastica ma soprattutto l’altruismo e la solidarietà tra i più giovani, intende ancora una volta valorizzare l’impegno degli studenti. Dopo lo stop negli anni del Covid, da quest’anno e per il prossimo quinquennio, l’associazione IN-NOVA è stata incaricata della gestione di questo illustre premio, giunto alla 67esima edizione, che negli anni è stato attribuito a circa 3.200 giovani, di cui i due terzi femmine.

I premiati, ma soprattutto le premiate

In questa edizione saranno premiati 68 studenti, 34 di quinta elementare e 34 di terza media di tutte le scuole della città di Busto Arsizio, che si sono distinti, agli occhi dei propri docenti, per una particolare sensibilità e attenzione ai propri compagni. Per due terzi fanciulle e un terzo maschi – fa notare Tommaso Agosti, presidente di In-Nova – digitalizzando l’archivio del premio abbiamo scoperto che la distribuzione dei premiati tra maschi e femmine da settant’anni si ripete matematicamente in questi termini. Con questo premio facciamo emergere buone prassi e buoni comportamenti quanto mai preziosi in un’epoca in cui raramente viene dato spazio ai buoni esempi che arrivano dai ragazzi aggiunge l’assessore alle politiche educative Daniela Cerana.

L’impronta

Concretamente, il premio consiste in un biglietto per il museo Step Futurability District di Milano, un’evoluzione rispetto ai premi consegnati negli anni: “Siamo partiti dai libretti di risparmio che regalavamo ai giovani nei primi anni e poi siamo passati ai grandi classici della letteratura, fino ai testi sulla storia della città, ora anche il premio si adegua ai tempi” rivela il presidente della Fondazione Carluccio Villa Ercole Milani. È un premio che ha fatto la storia di Busto Arsizio, ora sono dei giovani a dargli un futuro. Ed è proprio questo aspetto che ha convinto il Lions Club Lombardia Digital presieduto da Stefano Garoni a diventare partner dell’iniziativa. Con Danilo Francesco Guerini Rocco, di Lions International, che auspica con In-Nova un “satellite” dedicato ai giovani in ambito Lions o Leo Club, e il presidente di zona Lions Roberto Caironi che ricorda come il motto del presidente mondiale “Lasciate un’impronta” sia particolarmente in linea con un riconoscimento che dà merito a chi si comporta bene a scuola.

La riflessione

IN-NOVA è una associazione che si impegna a supportare scuole e aziende nello sviluppo di soft skill (team working, public speaking, problem solving, leadership…) di studenti, docenti, dipendenti e collaboratori. Attraverso metodologie innovative e coinvolgenti, mira a stimolare una riflessione profonda sulle tematiche più rilevanti del presente, fornendo strumenti utili per affrontare ogni sfida con fiducia e cognizione. La cerimonia del “Premio Villa” sarà utile per un momento per riflettere sul tema della disabilità e dell’inclusione, elemento centrale per la costruzione di una società e di una scuola più equa e rispettosa, con l’ex preside del Liceo Crespi Cristina Boracchi e con la docente di scienze motorie Cecilia Gorletta, che con la società Real Eyes Sport è impegnata nell’inclusione di persone con disabilità visiva.

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