Il test sull’illuminazione fa flop: ora Busto chiederà più lampioni e non più intensità

BUSTO ARSIZIO – E luce fu: ma l’effetto non è quello sperato. Più intensità luminosa sui lampioni dell’illuminazione pubblica, la prova è stata fatta ieri sera, in concomitanza con la partita Italia-Irlanda del Nord, ma contrariamente agli Azzurri di mister Gattuso non ha fatto “centro” rispetto alle aspettative della vigilia. Ora l’amministrazione pensa ad una soluzione alternativa per aumentare la percezione di luminosità in città: chiederà ad A2A di installare più pali della luce, e di conseguenza più lampade a Led, invece di alzare l’intensità di quelle esistenti.

Le prove

Il test di dimmerazione sull’illuminazione pubblica è stato effettuato ieri sera, 27 marzo, mentre la Nazionale di Gattuso si giocava la prima partita di playoff delle qualificazioni ai mondiali di calcio. Con i tecnici di A2A Energia, la società che gestisce la rete dei lampioni in città, erano presenti il sindaco Emanuele Antonelli, gli assessori Matteo Sabba e Alessandro Albani e il consigliere Simone Orsi, oltre che – solo inizialmente – la presidente del comitato commercianti centro Sarah Leoni. Le prove sono state svolte in vari punti della città, tra cui via Fratelli d’Italia (davanti al Comune), le piazze pedonali del centro, la zona del Tribunale, il viale della Gloria e il quartiere di Sant’Anna.

Test fallito

L’esito dei test? Non è stato quello che ci si attendeva. L’aumento dell’intensità delle luci a Led – dall’82% al 100%, il valore di benchmark che è il massimo previsto in base alla legge sull’inquinamento luminoso – non ha infatti dato la percezione di quel miglioramento della luminosità che era atteso. Lo “scarto” si nota a prima vista quando i tecnici intervengono per alzare l’intensità dell’illuminazione, ma l’effetto che si genera non è tale da stravolgere la percezione complessiva nelle zone interessate. Stando alle voci dei presenti, è stata la prova sul viale Duca d’Aosta la più emblematica in questo senso.

La nuova soluzione

Ecco perché l’amministrazione sta pensando di abbandonare la strada della dimmerazione. Spendere una cifra tra i 150 e i 200mila euro all’anno per ottenere un effetto di luminosità poco percepibile non avrebbe senso. A questo punto l’alternativa su cui si sta ragionando è quella di chiedere al gestore A2A di installare più lampioni nelle zone che necessitano di più luce per poter ottenere un risultato concreto che venga incontro alle proteste dei cittadini e dei commercianti. Un’opzione che richiederà un investimento, ancora da quantificare, da parte del Comune – anche in termini di maggiori costi delle “bollette” future – ma che si spera possa avere ricadute più “tangibili”.

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